Villa Girasole. opera dell'ingegnere Invernizzi e dell'architetto Fagiuoli

LA STORIA. Quattordicenne di Pescantina è stata a Marcellise: è rimasta conquistata e ha lanciato un Sos sulla piattaforma change.org

Ha visto Villa Girasole, la casa girevole, e se ne è innamorata: ha promosso una petizione per salvarla.

Phoebe Bruti è la Greta Thunberg di casa nostra: quasi coetanea dell’attivista svedese, ha in comune con la ragazza nordica lo stesso amore per il nostro patrimonio e la stessa determinazione. Ha lanciato sulla piattaforma change.org dove le persone di tutto il mondo avviano campagne, mobilitano sostenitori e collaborano per giungere a soluzioni, una petizione a favore di Villa Girasole di Marcellise, per salvare la casa girevole costruita in sei anni, a partire dal 1929, dal proprietario, l’ingegnere Angelo Invernizzi e dall’architetto Ettore Fagiuoli. Phoebe se ne è innamorata solo pochi giorni fa in occasione della prima uscita di casa dopo il lockdown. In una passeggiata con mamma Gabriella sono andate da Pescantina, dove abitano, a Marcellise a trovare un amico che le ha accompagnate nei dintorni del paese illustrando anche le caratteristiche della villa e la storia che è stata all’origine della sua costruzione.«Me ne sono innamorata al volo e mi è dispiaciuto moltissimo sentire che sta cadendo in rovina perché lasciata in abbandono. Mi sono chiesta cosa avrei potuto fare e ho pensato di incontrare il presidente della Fondazione Cariverona che ne ha la proprietà per supplicarlo di intervenire», esordisce Phoebe, 14 anni, prima liceo scientifico Aleardi a indirizzo internazionale.«Mi è stato suggerito di lanciare la petizioni per presentarmi da lui anche con il sostegno di un bel gruppo di persone che condivano questa urgenza e così è nato il progetto», spiega la giovane attivista, che non si limita a sollecitare di prendere in considerazione la salvaguardia di questo patrimonio ma propone anche delle soluzioni: «Villa Girasole deve riprendere a “girare” per tornare a rappresentare il rinnovo del ciclo vitale, per tutti coloro che vorranno vivere questa esperienza, permettendo nel contempo di percepire l’effetto intimo di una “casa”, con i suoi arredi originali, ma anche come museo che racconti la storia della villa e della sua costruzione, o di opere scultoree e figurative coerenti con il periodo, magari anche anche con un ricambio trimestrale e con eventi culturali associati ai cicli stagionali. Penso al solstizio d’estate e d’inverno che potrebbero essere festeggiati in villa, con incontri o cicli di meditazione o anche scenari da favola come feste, matrimoni o meeting», aggiunge Phoebe che dimostra di avere già le idee chiare in merito.«Stiamo parlando di un edificio che ruota su se stesso seguendo il movimento del sole. Purtroppo, però per un cedimento strutturale la villa non “gira” più da quasi vent’anni eppure la concezione che è stata all’origine della sua costruzione era geniale: una casa fissa e nello stesso tempo girevole, capace di seguire il corso naturale del sole, mutando anche la vista del panorama circostante, dove gli infissi diventano cornici di un paesaggio ogni ora diverso, poter contare su punti fermi ma essere anche aperti al cambiamento, mantenendo un approccio naturale ai cicli vitali della natura», aggiunge.Mamma Gabriella e papà Massimiliano hanno appoggiato fin da subito l’idea della figlia: «C’è l’entusiasmo dei suoi 14 anni, che del resto mette in tutte le cose che fa, ma è la prima volta che esce pubblicamente con un suo progetto e io ne sono fiero», commenta Massimiliano e Gabriella sottolinea il fascino della figlia per il gesto d’amore che ha guidato la costruzione della villa voluta da Invernizzi: «Mi parla di come si immagina l’interno, senza averlo mai visto e di come vorrebbe arredarlo. È bello sognare e credere nei propri sogni».Chi vuole condividere il sogno di Phoebe si deve collegare al sito di change.org e cercare Villa Girasole; può firmare la petizione e contribuire con un’offerta in denaro al progetto: «Ci sono già degli sponsor e io mi impegno a portare il mio contributo con i fondi raccolti», conclude la giovane.Purtroppo i sogni a volte sbattono contro realtà poco romantiche, come è successo a Villa Girasole, perché la Fondazione Il Girasole – Angelo e Lina Invernizzi, proprietaria dell’immobile e del parco, e che l’ultima titolare, Lidia Invernizzi affidò alla Fondazione Cariverona, deve fare i conti in tribunale per un contratto di vendita dei terreni agricoli e dell’annessa Corte Lavel con una servitù di passo attraverso il parco contestato dal punto di vista giuridico dal consiglio di amministrazione. Intanto che si decidono le sorti sulle carte, sul terreno la villa rischia di cadere in rovina e il parco è diventato giungla senza la necessaria manutenzione.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 35

Data: 23/05/2020

Note: VITTORIO ZAMBALDO