PROTEZIONE CIVILE. Mobilitati centinaia di volontari che fanno capo a 18 associazioni e sono coordinati dal comando della Polizia locale. Ecco cosa prevede l’emergenza
Paratie nei punti più esposti del fiume e sacchetti di sabbia. Molti interventi per piante cadute a causa del fortissimo vento

L’impetuosa piena dell’Adige ha portato dal Trentino numerosi tronchi d’albero che rappresentano un grave pericolo nel caso in cui qualcuno decidesse di divertirsi con la canoa

L’acqua dell’Adige è così alta che in alcuni punti passa attraverso i fori dei ponti

Volontari della Protezione civile hanno posizionato paratie

Tecnici dell’Arpav hanno eseguito rilievi in Adige

Il fascino dell’Adige in piena ha richiamato la curiosità di veronesi e turisti

Sacchetti di sabbia per evitare infiltrazioni d’acqua a Castelvecchio
Il piano di allerta della Protezione civile cittadina è scattata immediatamente: centinaia di volontari che fanno capo a 18 associazioni coordinate dal comando della Polizia locale sono stati mobilitati nelle ultime 48 ore per far fronte a tutte le necessità.I problemi principali sono stati rappresentati dalla piena dell’Adige dal momento che per fortuna tutti i corsi d’acqua minori, quelli che nel settembre scorso avevano provocato allagamenti e danni in molte zone di città e provincia, sono rimasti infatti quasi del tutto asciutti.I volontari della Protezione civile si sono così concentrati sulla collocazione delle paratie lungo i ponti e in particolare ai giardini della Giarina e a sistemare barriere di sacchetti di sabbia a Castelvecchio nei pressi del Circolo ufficiali. Qui infatti, dove l’Adige compie un’ampia curva l’acqua più facilmente sbatte contro i muraglioni e rischia di infiltrarsi.Ieri quindi è scattata la prima fase del piano di allerta, assolutamente tranquilla perché l’Adige ha superato lo zero idrometrico di 1 metro e 70; se si raggiungesse un livello di 2 metri e 20 sopra lo zero idrometrico scatterebbe una fase di allerta più elevata che prevede eventuali chiusure di strade o ponti ma in contemporanea si agisce a monte con l’apertura della galleria Mori-Torbole che la Provincia Autonoma di Trento deve aprire per far diminuire il livello dell’Adige. Decisione che ieri era ancora in fase di valutazione. Poi ci sono ancora 80 centimetri di margine prima che l’Adige esondi ma si tratterebbe di emergenza totale con evacuazione di palazzi e aree limitrofe il fiume.In serata infine il temporale e il vento hanno provocato alcune cadute di rami: una pianta è caduta in via Fenilon ostruendo un senso di marcia, una pattuglia dei vigili è intervenuta sistemando la situazione; due alberi sono caduti in lungadige Attiraglio, uno all’altezza della ex scuola americana, l’altro vicino alla rotonda lato Parona, danneggiata un’auto. Il proprietario dell’albero, caduto da una proprietà privata, e la proprietaria dell’auto hanno risolto con una constatazione amichevole.Caduta piante anche in viale Nino Bixio davanti al civico 29. L’albero occupava il lato della sosta auto senza pare aver creato danni. In Valpantena, via Pantheon, contrada Vendri, è saltato un tombino dell’acqua per cui è stato richiesto l’intervento di Acque Veronesi. Tombino sprofondato invece in Stradone Antonio Provolo. In via Enzo Ferrari a San Massimo il forte vento ha piegato un albero che stava cadendo sulla carreggiata. Piante cadute anche in Strada delle trincee a Ca’ di David dove è stata occupata quasi interamente la carreggiata. Intervento dei vigili del fuoco.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Note: Foto Marchiori