La piazzetta di un palazzo ex Unicredit in via Forti, angolo via Garibaldi e via Rosa, di fronte a Cariverona

IL CASO. Il presidente della Fondazione Mazzucco aveva lamentato ritardi da parte del Comune nel cambio di destinazione d’uso per gli edifici di via Rosa e via Garibaldi
Frecciata a Cariverona: «No a logiche da immobiliaristi, ragioniamo solo di crescita e visione sociale e culturale della città»
Braccio di ferro Comune-Fondazione Cariverona sul futuro del centro storico. In particolare sul Piano Folin, il maxiprogetto di Cariverona, firmato dall’architetto Marino Folin, di riconversione dei palazzi ex Unicredit di via Rosa e via Garibaldi. Che Cariverona, proprietaria, intende trasformare in albergo, centro benessere, centro congressi, locali per enogastronomia di qualità. Per attuare il piano – finalizzato a vendere gli edifici a privati in modo da ottenere denaro da destinare a progetti sociali – a Cariverona serve un cambio di destinazione d’uso degli immobili: da uffici a turistico-ricettivo. Ma lamenta ritardi da parte del Comune.Su questo punto però il sindaco Federico Sboarina pone paletti. «Sono operazioni legittime e non faccio polemica, ma se la logica è squisitamente immobiliarista, l’Amministrazione comunale non ci sta, perché quella non è la nostra logica. Se invece si vuole ragionare di riqualificazione urbana, di crescita e di visione sociale e culturale della città, e noi vogliamo questo, allora con Cariverona ci siamo visti un milione di volte e lo faremo ancora. Perché la mia porta, per dialogare di visione, è sempre aperta». La mette giù dura, Sboarina: «Io non ci sto, come avvenuto in passato, a chi mi dice “faccio un centro commerciale, ma ti costruisco due rotatorie”, magari a Verona sud, come già fatto. No, io voglio uno sviluppo sostenibile della città».Dichiara questo, il sindaco (a margine della presentazione di iniziative per la Carta di valori per un impegno per la città, con enti e istituzioni; altro articolo) alla richiesta di replicare a quanto detto nei giorni scorsi in su L’Arena dal neoconfermato presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco, in un’intervista congiunta con il direttore Giacomo Marino. Sul Piano Folin Mazzucco aveva detto che «su questo punto dovremo correre di più. È da due anni che aspettiamo una risposta dal Comune di Verona, ovviamente più si aspetta e meno riusciamo a produrre quelle risorse che poi vengono destinate al territorio».Tutto questo dopo una settimana di tensione, per il rinnovo delle cariche. Con due esponenti dell’Amministrazione Sboarina come il presidente del Consiglio comunale Ciro Maschio e l’assessore Stefano Bertacco, entrambi anche parlamentari di Fratelli d’Italia, che avevano attaccato Mazzucco. Contestandogli la mancata condivisione con il Comune sulle scelte dei futuri vertici di Cariverona. Con riferimento al Consiglio di amministrazione, in particolare. Mazzucco peraltro aveva già chiarito di aver agito pienamente secondo il regolamento statutario della Fondazione Cariverona.Il caso però riguarda più in generale i rapporti attuali tra Comune e Cariverona, che non ha sottoscritto la Carta. «L’Amministrazione fa gli interessi dei 260mila veronesi. E quanto al Palazzo del Capitanio», pure di Cariverona, come Castel San Pietro e Palazzo Forti, con destinazione museale, «aspettiamo che finiscano i lavori». Quindi, «nel rispetto dei ruoli mi permetto di dire che, se si vuole crescere, uno può decidere di giocare da solo, o pensare che siamo una grande città che per crescere ha bisogno di una grande squadra. Mi piacerebbe che ciò fosse applicato da tutti», è l’affondo del sindaco, «ma se qualcuno ritiene di fare diversamente, non è un problema mio».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 27/02/2020

Note: Enrico Giardini