LA CITTÀ CHE CAMBIA. Il progetto di riqualificazione che prevede per tutti i tendoni «rosso Verona» doveva essere pronto entro aprile e invece è a un punto fermo
La Soprintendenza ha dato l’ok ma ci sono problemi per gli ancoraggi alle Case Mazzanti. E alcuni bar sono in fase di vendita

Il rendering del progetto degli architetti Giorgio e Ilaria Forti per la sistemazione dei tendoni e dell’arredo urbano di Piazza Erbe
Ai tendoni “rosso Verona” e ancorati in modo sicuro a terra e muri, ai plateatici omogenei e ordinati, un arrivederci a data da destinarsi.Il progetto di riqualificazione di piazza Erbe, l’anno scorso dato per fatto è finito entro aprile, è a un punto fermo.Concluso, approvato e condiviso l’iter progettuale, infatti, non si è più passati allo step successivo e di fatto non è ancora iniziata la parte esecutiva. Tanto che mancano all’appello alcuni permessi e gli stessi esercenti non sono ancora in possesso di preventivi e conti spesa da mettere a bilancio.Con buona pace di quanti auspicavano di poter iniziare i lavori già lo scorso inverno, verso la fine dell’ottobre 2017, per poter così ultimare il riordino delle coperture dei plateatici in tempo per la primavera e l’inizio del bel tempo.Quello che ormai è certo, invece, è che piazza Erbe inaugurerà la prossima stagione turistica esattamente così com’è: piuttosto disordinata e stipata di ombrelloni che spesso finiscono, a torto, parcheggiati sul Toloneo. O, peggio ma come già accaduto più volte, col prendere pericolosamente il volo salvo poi ripiombare violentemente a terra in caso di temporali estivi e raffiche di vento.Il punto sulla questione è stato fatto alcuni giorni fa durante una riunione in Confcommercio, promotore della riqualificazione della piazza in collaborazione con il Comune.Una delle criticità maggiori, potenzialmente in grado di buttare all’aria tutto il lavoro degli ultimi anni di progettualità e mediazione tra le parti – tra cui i 14 esercenti e la Soprintendenza – facendo ritornare l’intera questione al punto di partenza in un gioco dell’oca infinito, è l’ancoraggio dei tendoni sulle facciate delle case Mazzanti e degli edifici che si affacciano su quella parte di piazza.Un sistema valido, del tutto lecito e che ha già ricevuto il beneplacito degli archeologi della Soprintendenza, che però per essere installato ha bisogno del permesso dei proprietari dei palazzi.Il problema riguarda la porzione di edifici che va dall’imbocco di corso Sant’Anastasia fino a occhio prima del passaggio che conduce a piazza Dante. È questa la parte in mano ai privati proprietari, tra l’altro in larga parte non residenti in città. Nulla osta, invece, per la zona che si allunga verso via Cappello e l’incrocio con via Cairoli dato che le mura in questione sono quelle del Palazzo della Ragione, proprietà del Comune e soggetto favorevole al progetto.A remare contro il riordino della piazza ideato dallo studio Forti e in particolare dagli architetti Giorgio e Ilaria Forti ci sarebbe, inoltre, il fatto che almeno un paio di esercenti di altrettanti locali che si affacciano sul Toloneo starebbero cercando di cedere la gestione dell’attività al miglior offerente.E non sarebbero dunque minimamente intenzionati a sobbarcarsi, ora, l’onere economico del restyling della piazza per la parte di loro competenza.«Il progetto non è assolutamente fermo, anzi stiamo cercando di verificare e affrontare le criticità perché è volontà di tutti poter arrivare al riordino della seconda piazza della città. Noi ci stiamo lavorando, l’amministrazione altrettanto: speriamo di concretizzare», replica il presidente di Confcommercio Paolo Arena, senza però questa volta sbilanciarsi su date e periodi previsti se non per la fine almeno per l’avvio ai lavori

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 11/02/2018

Note: Ilaria Noro