Lo scultore Alberto Zucchetta con la statua di Angelo Dall'Oca Bianca

IL CASO. Al deciso no della Giunta e alle motivazioni dell’assessore, replica il consigliere Bozza: «Mancanza di rispetto»
Toffali: «Nessuna opera oltre alle tre storiche che la caratterizzano.  A Dall’Oca sezione permanente nella Galleria d’arte moderna»«Abbiamo come obiettivo la tutela della piazza. La nostra è stata una decisione prudenziale mirata a preservarne il valore storico e artistico». A due giorni dall’annuncio del «no» della giunta alla statua del pittore veronese Angelo Dall’Oca Bianca in piazza Erbe, e a uno dalla dura reazione del comitato promotore dell’opera che negli anni scorsi si è speso per realizzare il ritratto bronzeo dell’artista, plasmato dall’orafo e scultore Alberto Zucchetta, incassando l’appoggio della passata amministrazione e il consenso della Soprintendenza a collocare l’opera a ridosso del Toloneo davanti alla farmacia Signorini, l’assessore all’Arredo urbano Francesca Toffali rincara. E ribadisce la netta contrarietà dell’amministrazione alla location. Una posizione che definisce «irremovibile e definitiva. Daremo a Dall’Oca il tributo che merita: una sezione permanente alla Galleria d’arte moderna ma non piazza Erbe». E spiega: «Da secoli la piazza è caratterizzata da tre elementi scultorei: la Madonna Verona, statua d’epoca romana, del 380 d.c, e posta al di sopra della fontana realizzata nel 1368 da Cansignorio della Scala; la Tribuna di epoca medioevale e simbolo dell’attività politica della città; il Leone del 1523, fortemente voluto dai cittadini dopo che al tempo della caduta della Repubblica Veneta fu distrutto dai giacobini. In un contesto architettonico di così forte rilievo storico è stato quindi ritenuto prudenziale non inserire nessun altro elemento moderno», argomenta Toffali chiamando in causa anche gli affreschi delle case Mazzanti. E cioè quelle «allegorie ‘dell’Ignoranza, della Prudenza e dell’Invidia’ che appaiono oggi quasi un monito di rispetto alla bellezza di questo luogo», affonda l’assessore che spiega come giunta e Comitato Dall’Oca tra noi siano partiti sostanzialmente da due punti di vista totalmente differenti. «Noi la piazza e la sua tutela, loro la statua. Volutamente non siamo entrati nel merito dell’opera, altrimenti ci saremmo chiesti perché proprio questa? Perché fatta così? Condivisa o no e da chi?», polemizza Toffali.«È dal 1.500 che nessun amministratore ha sentito il bisogno di inserire altri simboli in piazza Erbe. Le eccellenze artistiche trovano la giusta collocazione nei siti adeguati», chiude l’assessore facendo intendere che non sarà questa la squadra che vi metterà mano e alludendo alla proposta di collocare invece la statua «Affondo di pennello» nel quartiere di Borgo Nuovo, vicino alle casette del Villaggio che dal pittore prendono il nome. Ma c’è di più. In collaborazione con l’assessore alla Cultura Francesca Briani, sono già in fase di organizzazione una serie di iniziative, come la permanente alla Galleria d’arte moderna.La discussione e le critiche, comunque, ancora non si placano. Alle voci contrarie si aggiunge quella del consigliere comunale Alberto Bozza (Lista Tosi). «È una decisione che lascia sbigottiti, un’arroganza mai vista, una mancanza di rispetto nei confronti di personaggi che hanno raccontato l’arte di Verona in tutto il mondo, oltreché nei confronti di chi contribuisce a tenere alto l’onore e la cultura nella nostra città!», critica duramente Bozza.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 15/02/2018

Note: Ilaria Noro