Il presidente di Amia Bruno Tacchella (a sinistra) davanti alla fontana

BORGO TRENTO. Ripristinata dall’Amia la cascatella d’acqua
Rimangono però seri problemi strutturali che richiedono un costoso intervento di manutenzione
La cascatella d’acqua è tornata a zampillare nella fontana di piazza Vittorio Veneto, nel cuore di Borgo Trento, intitolata al Centenario dell’Unità d’Italia.Se i problemi strutturali, messi in luce di recente anche dai cittadini volontari dell’associazione Angeli del Bello, restano ancora da risolvere, l’Amia è intervenuta sia per la pulizia e manutenzione di routine che per risolvere alcune criticità idrauliche di sua competenza. Da ieri, come a ogni primavera, la fontana è stata quindi rimessa in funzione, senza più le piccole perdite d’acqua dell’anno precedente.«Abbiamo speso qualche centinaia di euro per riparare due tubazioni idrauliche, oltre che per pulire la vasca e clorarla», spiega il responsabile dell’area giardini e verde pubblico dell’Amia, Marco Magnano. «Ci sono problemi strutturali da risolvere che non competono a noi ma all’amministrazione comunale, e per i quali ci vogliono ben oltre i mille euro raccolti dagli Angeli del Bello durante la festa della bondola. La parte di metallo che sostiene le lastre in pietra della vasca superiore vacilla ed è arrugginita, rischiando di cedere. La fontana non è accessibile e non c’è pericolo per le persone, ma meriterebbe una verifica in questo senso».Gli Angeli del Bello, consci della necessità di risorse economiche adeguate, si sono impegnati nelle settimane scorse a sollecitare la riqualificazione al Comune, appunto per eliminare le problematiche di staticità dell’imponente struttura monumentale, realizzata a metà degli anni ’60 dall’architetto Aldo Montù per il primo centenario dell’Unità di Italia.«Amia si occupa esclusivamente della manutenzione ordinaria delle fontane cittadine, non della gestione o della riparazioni delle parti infrastrutturali delle stesse», evidenzia il presidente dell’azienda, Bruno Tacchella. «La struttura, sia per vetustà, sia per grandezza, sia per le particolari forme e caratteristiche geometriche, necessita di un restyling strutturale. Intanto abbiamo ottimizzato il deflusso dell’acqua, limitando i consumi idrici per evitare inutili sprechi e dispersioni. Nel contempo è stato curato il verde, come avviene di norma ogni 10 o 15 giorni al massimo».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 7/03/2019

Note: C.Bazz. -