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PAURA IN CITTÀ E NEL VERONESE. Criminalità scatenata: dopo il delitto in Valpolicella, un altro inquietante episodio in una delle zone più benestanti di Verona

Poco dopo le 8, un professionista è stato aggredito da due persone mentre entrava in studio. «Adesso sospetto di tutti»
Le Volanti in Borgo Trento hanno dato la caccia ai rapinatori

«Mi hanno aggredito poche ore fa e già mi sono accorto che quando sono in strada, mi guardo attorno, cerco di osservare chi c’è vicino a me, sono più sospettoso». A.A., consulente tributario di 44 anni, è stato vittima di un violento tentativo di rapina ieri mattina, mentre stava entrando nel suo studio in via Quattro Novembre 21, nel cuore di Borgo Trento. Un altro episodio di criminalità, dopo il tragico omicidio avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì a Valgatara di Marano, dove il ristoratore Luciano Castellani ha perso la vita, dopo aver opposto resistenza ai suoi aggressori. Anche A.A., il consulente tributario protagonista della tentata rapina di via Quattro Novembre, non è un tipo che si lascia intimorire. «Non ho paura. Quando cado», dice, «mi rialzo». Ma i lividi sul volto rimangono. Segni violacei sotto gli occhi, oltre a un collarino che il professionista dovrà portare per una decina di giorni.Erano circa le 8,10, quando i due rapinatori lo hanno raggiunto. Il quarantaquattrenne era entrato all’interno del palazzo dove si trova il suo studio, al primo piano, perché doveva recuperare alcuni documenti, prima di uscire di nuovo. Salendo, aveva lasciato che il portone d’ingresso dietro di lui si richiudesse da solo. Ma non ce n’è stato il tempo.I due uomini, a volto scoperto, hanno bloccato la porta e si sono infilati dentro il palazzo. Solo quando sono arrivati al primo piano, a pochi metri da lui, il professionista ha notato la loro presenza. «Buongiorno, chi state cercando?», ha fatto solo in tempo a dire queste parole. E poi ha capito cosa stava accadendo. «I telefoni. I telefoni», gli hanno risposto. Uno dei due uomini ha quindi allungato il braccio, cercando di prendergli la ventiquattrore che aveva in mano. «All’interno della valigetta non c’era nulla: solo alcuni giornali e riviste specializzate», racconta il consulente tributario. «D’istinto, però, mi è venuto da indietreggiare». «Dove sono i soldi? Dove sono i soldi?», hanno ripetuto più volte i rapinatori. Quando il quarantaquattrenne ha risposto loro che non ne aveva, la reazione è stata immediata. «Hanno cominciato a picchiarmi», spiega il professionista. «Mentre mi aggredivano, mi hanno trascinato per terra e poi preso a pugni sul volto: io cercavo di utilizzare la valigetta come scudo, finché non me l’hanno strappata di mano».A quel punto, i due uomini sono corsi giù, verso il piano terra e l’uscita del palazzo, che peraltro si trova in pieno centro città. «Sentivo il viso dolorante, ma mi è venuto istintivo rialzarmi e inseguire i miei aggressori: quando sono arrivato al pian terreno, ho raggiunto quello che aveva in mano la valigetta e l’ho afferrata».Erano le 8,15: via Quattro Novembre era stracolma di auto, moto e autobus che passavano, senza considerare i passanti che camminavano sui marciapiedi. I rapinatori non potevano dare troppo nell’occhio, altrimenti potevano rischiare di essere intercettati da qualcuno e fermati. Così quello che aveva in mano la ventiquattrore, ha mollato la presa e ha lasciato che il proprietario se la riprendesse.I due malviventi sono poi fuggiti via, scappando a piedi, in direzione via Todeschini, facendo perdere le proprie tracce.Il quarantaquattrenne ha quindi chiamato il 113. Sul posto sono arrivate prima le volanti della questura e poi la Squadra mobile.Raccolta la descrizione degli individui, gli agenti hanno perlustrato l’area, ma dei malviventi nemmeno l’ombra.Secondo le prime ricostruzioni, si tratterebbe di due uomini, tra i 30 e i 40 anni, probabilmente italiani. Una testimone ha riferito però di aver visto anche una terza persona coinvolta, forse un complice che faceva da palo: l’uomo avrebbe assistito a tutta la scena, per poi scappare via in bicicletta.Delle indagini si stanno occupando ora la squadra mobile e la polizia scientifica, ieri mattina ha fatto un sopralluogo per rilevare eventuali impronte e risalire così all’identità dei due aggressori.Gli inquirenti hanno anche richiesto di poter visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, di proprietà spesso di attività commerciali e banche, che potrebbero aver ripreso i malviventi mentre stavano scappando.Il consulente tributario è stato quindi soccorso dal personale del 118 ed è stato portato all’ospedale di Borgo Trento per alcuni accertamenti. Per lui, quindici giorni di prognosi.«È durato tutto quattro, cinque minuti», racconta il quarantaquattrenne. «Ripensandoci adesso, avrei dovuto lasciare loro la valigetta, che tanto non conteneva nulla di importante. Ma in quel momento mi è venuto naturale reagire così». Fortunatamente, con conseguenze meno gravi di quelle di Valgatara. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuela Trevisani

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 30/09/2016

Note: "Cronaca"Da pag. 13 Manuela Trevisani