IL TOUR DELLE BUCHE. Le forti precipitazioni ripropongono il problema nelle vie cittadine
Padovani: «Una quarantina gli interventi d’urgenza. Circonvallazione interna e altre arterie già nei piani di lavoro ma soltanto a primavera»
Quella che non c’era il giorno prima è la peggiore. Il motociclista cerca di evitarla (e con essa il frontale). L’automobilista incassa l’ennesima botta alle sospensioni e impreca (ma da fuori non si sente). Buche, larghe e/o profonde, più o meno visibili. Trappole se piene d’acqua, talvolta piccoli crateri sparsi sui 1.200 chilometri della viabilità comunale. Spuntano come i funghi appena piove un po’ più del solito. «Una quarantina gli interventi urgenti solo nelle ultime ore», ammette l’assessore alle Strade, Marco Padovani. «E un programma già stabilito di lavori, graduali per evidenti ragioni di bilancio, che deve fare però i conti con le condizioni stagionali. Alcuni lavori saranno possibili solamente nella prossima primavera».VIA MONTE GRAPPA. Nel pomeriggio di domenica il cedimento del muro di contenimento all’altezza del civico 20. Circolazione chiusa con i residenti a valle del crollo costretti a entrare ed uscire da via Mameli e gli altri a fare il giro della collina, scendendo poi per via Cesiolo. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo recuperato le risorse per progettare l’intervento, che si cercherà di realizzare quanto prima possibile scegliendo l’ipotesi migliore», annuncia l’assessore. Non sarà cosa da poco, la stima sul costo si aggira intorno ai 40mila euro.CRITICITÀ. La lista d’attesa, non esaustiva, delle criticità mette in fila le vie Valpolicella, Corno e la strada dell’Alpo. La Circonvallazione interna, bucherellata pesantemente ad ogni pioggia intensa, è da tempo nell’elenco degli interventi da realizzare al più presto. «La necessità è più che evidente: si tratta di sezioni della rete viabilistica urbana su cui da decenni non sono stati effettuati interventi», spiega Marco Padovani. «Non è un problema di qualità dell’asfalto ma di età e usura della copertura stradale», aggiunge. Sulle vie a intenso carico di traffico il manto normalmente ha uno spessore di sette centimetri; in quelle interne e non soggette al passaggio costante di mezzi pesanti si scende a cinque.PISCINE. Viale Colombo, all’incrocio con le vie Maldonado e Da Vico è un classico tra i «guadi» cittadini. L’ultima pioggia, nella notte tra sabato e domenica, ha creato due «laghetti» anche al Ponte Risorgimento, all’innesto con via Pontida, impossibili da schivare. Nella giornata della Marathon, con la viabilità chiusa, il lentissimo deflusso dell’acqua non ha causato troppi problemi; situazione che sarebbe stata ben diversa in condizioni normali. «Situazioni difficili da interpretare talvolta. Amia ripulisce costantemente gli scarichi ma in qualche caso, sotto il sedime stradale, si trovano condutture ormai consumate e non più in grado di svolgere la funzione», commenta Padovani. Acque Veronesi sta attuando un programma di interventi, il più corposo nella zona di Veronetta. Ma le criticità si manifestano anche nella zona del Teatro Romano. Cantieri in corso e altri programmati che seguiranno la «scaletta» indicata dal Comune.INVERNO. Il gelo ancora non c’è. Le neve a Verona cade di rado. Ma il sale sulle strade viene sparso e l’anno scorso lo è stato al limite del record. «È il cane che si morde la coda», spiega l’assessore Padovani. «Le misure antigelo sono necessarie, ma spaccano l’asfalto, creano “ragnatele” in cui l’acqua si infiltra, con effetti peggiori del ghiaccio. E appaiono le buche». La soluzione? Asfalti nuovi sulle vecchie strade. Ma non accadrà domani.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 19/11/2019

Note: Paolo Mozzo - fotoservizio Marchiori