MOBILITÀ. Le criticità delle corsie riservate alle due ruote impediscono un collegamento no -stop con il centro città

 

In corso Porta Nuova la parte sul marciapiede divisa con pedoni e ambulanti. A Ponte Aleardi c’è un’interruzione verso piazza Bra

Corso Porta Nuova, la ciclabile disegnata sul marciapiede è da rifare: coincide con l’area di sosta degli ambulanti. Non va neppure meglio più avanti dove le auto spesso invadono la pista disegnata a lato della carreggiata. Sull’altro lato, è poco utilizzato il percorso per piazza Bra. Si preferisce rimanere sul tracciato che prosegue lungo il marciapiede, ma dal semaforo di Volto San Luca la pista non è più bidirezionale. Non ci sono soluzioni immediate, ma Migliorini della Fiab è fiducioso: «Con questa amministrazione c’è dialogo e possono essere risolti alcuni punti critici». L’estate è una stagione che promuove di per sé l’uso della bicicletta e se ci sono criticità si evidenziano. Come in Corso Porta Nuova dove un punto difficile del tracciato ciclabile è in prossimità dei giardini Pradaval. Qui, il disegno della pista coincide con le due aree di sosta per ambulanti. Si tratta della deviazione sul marciapiede del tracciato proveniente da Porta Nuova resosi necessaria per la presenza della fermata degli autobus e dei cassonetti.«Era una soluzione concordata con il Comune», ricorda Giorgio Migliorini degli Amici della Bicicletta. «Ma, non era prevista la concomitanza delle bancarelle che diventano incompatibili con il passaggio delle bici. Anche per il numero di pedoni che transita sullo stesso marciapiede». Si potrebbe, dice, «spostare la ciclabile sul lato alberi, cioè più esternamente. Ma, resta una soluzione difficile e che non risolve il problema. Forse, rimanere sulla strada è la soluzione migliore anche considerata la scarsa frequenza degli autobus in quel punto, essendo la fermata per gli extra-urbani. E si potrebbero spostare i cassonetti».Un altro punto critico è il vicino semaforo, che però oggi è stato variato nei tempi: 22 secondi di verde sono del tipo ciclo-pedonale, cioè tutte le auto sono ferme. Questo, permette di attraversare la strada in sicurezza per raggiungere l’altra pista ciclabile, quella nel senso corretto per la Bra. Sul lato opposto del tracciato, un altro semaforo è sotto osservazione: l’impianto che regola l’incrocio con circonvallazione Oriani. La proposta Fiab è di «avanzarlo qualche metro per “dilatare” la strada evitando così l’attuale strettoia».«È una proposta semplice e possibile, con costi non eccessivi». Mentre, per il problema delle auto in sosta che invadono il tracciato lungo Corso Porta Nuova, Migliorini ricorda che «era stato risolto con un progetto approvato dalla scorsa amministrazione e che prevedeva l’installazione di paletti rimovibili. Ma non si è fatto».Altri punti critici per la ciclabilità sono Ponte Aleardi e l’incrocio di Stradone San Fermo con via Pallone. Qui, c’è un percorso protetto che, però, non si collega a piazza Bra rendendo difficile l’immissione da quel lato. «È uno dei problemi irrisolti», riprende Migliorini. «Occorre guardare a piazza Bra in modo diverso e promuoverne la pedonalizzazione. Si consideri il flusso pedonale attuale, superiore a quello delle auto. Poi, è anche la vetrina della città e renderla pedonale o comunque limitare le auto private potrebbe risolvere vari punti critici. Il traffico? È sufficiente spostarlo su piazza Cittadella».Ponte Garibaldi, invece, è diviso: da una parte è disegnata la pista ciclabile, dall’altra c’è un marciapiede interamente pedonale. «Una soluzione potrebbe essere diminuire il flusso delle auto per permettere di togliere una delle attuali corsie. Ma, resta un punto difficile». «Forse, serve una ciclabile più marcata, più visibile», conclude.

 

Marco Cerpelloni

Tratto da: arena-cronaca - pag.17

Data: 9/08/2017

Note: Marco Cerpelloni