SANITÀ. Cobello ha già messo in bilancio le risorse: «Oltre un milione»
«Si può fare nella piazza tra geriatrico e blocco chirurgico», anticipa il direttore generale della azienda ospedaliera. Serve l’ok della Sovrintendenza
Lo sanno tutti che parcheggiare all’ospedale di Borgo Trento è impossibile. Perché non c’è mai un posto e perché, quando si trova, si può occuparlo massimo due ore, poi passa – e passa davvero, puntuale come le tasse – il carro attrezzi.La ricerca faticosa, al limite dell’esasperazione, vale per tutti: pazienti, familiari e personale. Ma è soprattutto per chi ci lavora che il problema è diventato, con l’apertura dell’ospedale della Donna e del Bambino, una emergenza quotidiana: la situazione si trascina da anni ma ora, con l’aumento degli utenti della nuova struttura, è arrivata a livelli insostenibili. Motivo per cui i sindacati – la Uil di recente con una assemblea fissata per giovedì diventata «caso istituzionale» nei rapporti con l’azienda (box a fianco) – ne ha fatto una cavallo di battaglia. Ma non è vero che, ai piani alti, non si stia facendo nulla – per lo meno coram populo – per trovare una soluzione. Il direttore «numero uno» di piazzale Stefani Francesco Cobello da sempre cerca posti-auto (dentro e fuori l’ospedale) per l’esercito dei suoi lavoratori e la soluzione dell’ex caserma di Riva di Villasanta ne è la conferma. Ma non basta: è scomoda e distante, quindi insicura, soprattutto per i turnisti di notte. Ecco allora l’asso che ha deciso di mettere sul tavolo per chiudere la partita: «So bene quanti disagi crei questa situazione, evidentemente quando è stato progettato l’Ospedale della Donna non si è valutato l’aspetto logistico, che ora però ha bisogno di risposte concrete. Una, intanto, sostenibile per quello che mi compete, l’abbiamo trovata. C’è da sperare che vada bene anche agli altri…». Gli altri sarebbero soprattutto la Sovrintendenza che deve rilasciare la propria autorizzazione, in caso contrario si tornerebbe «al via». Il progetto che il direttore generale Cobello spiega insieme al responsabile amministrativo Eleopra, protocollato un mese fa dopo mesi di gestazione, è quello di «sacrificare» l’area compresa tra il Geriatrico e il Polo Confortini per costruirci un parcheggio bipiano da 200 posti che potrebbero però diventare anche di più essendo la struttura espandibile al bisogno. «Gli spazi sono quelli, la coperta è corta e, ovunque io la tiri, non posso fare magie», ammette, «per cui i posti dove tirar fuori i parcheggi dentro a Borgo Trento non sono molti. Dobbiamo per forza utilizzare la “piazza” che si apre oltre il polo chirurgico: su un lato ha l’Adige, sull’altro l’Ospedale della Donna e del Bambino e sul fondo i vecchi padiglioni. E’ chiaro, l’estetica ne risente perché, soprattutto dal lato fiume, si vedrà un garage “prefabbricato”, tipo quelli del Catullo, al posto dello slargo attuale, ma davvero con gli uffici tecnici abbiamo studiato le planimetrie in lungo e in largo e non c’è altro da fare». Cobello è cauto: «Ho voluto aspettare di chiudere il bilancio per accantonare il denaro necessario», confida, «si tratta di un investimento di oltre un milione di euro per un’opera che, magari, non sarà definitiva». L’azienda è intenzionata a procedere, la palla passa adesso a chi deve autorizzare. «Io ci metto i soldi e l’area», sottolinea il dg, «Comune, Regione, Sovrintendenza e il resto della catena amministrativa devono fare la loro parte. Noi siamo pronti: questa è l’offerta».C’è un aspetto, che potrebbe far superare l’ostacolo per ottenere i nulla osta necessari: la tipologia temporanea del «parking» in attesa di realizzarne uno definitivo al posto del Geriatrico, destinato all’abbattimento una volta concluso il trasloco tra Borgo Roma e Borgo Trento e viceversa. «Ecco, può essere ad esempio che lì, al Geriatrico che sarà raso al suolo», conferma il direttore generale, «si nasconda la risposta allo storico problema della penuria di parcheggi. Fosse così, la grande piazza che andremmo ora ad occupare con il garage modulare, tornerebbe ad essere libera e a disposizione dei pazienti».Ai vari responsabili degli uffici tecnici dell’azienda, Cobello ha chiesto di dare seguito all’impegno preso con le organizzazioni sindacali in merito anche ad altro. «Ho chiesto di progettare la realizzazione di una-due aree, coperte da pensiline, dedicate alla sosta di bici e moto proprio per incentivare gli operatori ad usare questi mezzi per venire al lavoro, così da decongestionare il traffico dell’intero quartiere», conclude. «Più di così», alza le mani, «non so che fare…».

 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 15

Data: 9/05/2017

Note: foto Marchiori