Un fotomontaggio che evidenzia come sarà ponte Garibaldi con gli «strachi»

STORIA E PRESENTE. Una mozione accolta all’unanimità dal Consiglio comunale apre la strada al ritorno delle statue che sparirono con la distruzione tedesca del 1945

Bressan: «Primo passo di un percorso più ampio sulla riva sinistra». Rosa: «Per noi “Ragazzi della via Paal” è un trionfo»

Gli «Strachi» torneranno. Il «Condottiero», il «Nocchiero», la «Madre» e l’«Agricoltura», statue di Ruperto Banterle, riavranno il posto che era loro fino al 25 aprile 1945, quando Ponte Garibaldi fu fatto saltare in aria dai tedeschi in ritirata. Due anni più tardi, al ripristino dell’attraversamento, le opere non c’erano più. Sblocca la situazione, dopo anni di impegno del gruppo «I ragazzi della via Paal», una mozione proposta da Paola Bressan (Battiti per Verona) con Daniela Drudi, dello stesso gruppo. «È il giorno del trionfo», si lascia andare Massimo Rosa, il presidente dell’associazione che del ritorno degli «Stràchi» ha fatto una missione. Il Ponte Garibaldi è però solo la parte più visibile di un prossimo percorso turistico all’interno di Borgo Trento e delle sue numerose ville Liberty. In accordo con i proprietari, con tanto di targa identificativa e «QR code» per leggerne la storia su smartphone e tablet.«C’è la possibilità ora», spiega Paola Bressan, «di creare un itinerario che attraverso Borgo Trento e le sue ville di alto pregio architettonico e culturale si snodi lungo l’Adige verso San Giorgio, per incontrare altri monumenti e percorsi come quelli proposti nel circuito Verona Minor Hierusalem». Una sorta di «Rive Gauche» scaligera, ipotizza Massimo Rosa, affiancato dagli altri «ragazzi», Francesco Tirozzi, Fabrizio Sordi e Luigi De Paoli. «Positivo il fatto che la mozione sia passata all’unanimità, un segnale di unità sulle proposte che possono aiutare la città», osserva la consigliera di «Battiti». Le fa eco la collega Daniela Drudi: «La valorizzazione di Borgo Trento può essere il perno di quella più ampia della riva di San Giorgio, con periodiche manifestazioni dedicate alla cultura, alle librerie e agli editori indipendenti».Il punto focale resta, intanto, Ponte Garibaldi, con le sue statue perdute, opera di uno sculture che a Verona ha lasciato tracce alla Casa del Mutilato, al Cimitero Monumentale, nelle chiese di San Bernardino, San Luca e Santa Maria della Scala. Ma anche sulla facciata della cattedrale di Karthoum in Sudan; e porta la sua firma il busto dell’eroe nazionale venezuelano Simon Bolivar, realizzato su commissione. Ma delle statue degli «Strachi», nonostante le ricerche in Adige del passato, resta solamente il calco del busto della «Madre», conservato nella residenza dei fratelli Banterle. Si dovrà, probabilmente, lavorare soprattutto su materiale iconografico «per una riproduzione che sarà, almeno nelle nostre intenzioni, la più fedele all’originale», dice Massimo Rosa. L’Associazione marmisti veronesi (Asmave) fornirà la materia prima mentre ora si lavora al progetto. «Dovremo soprattutto cercare gli sponsor, tra istituzioni e aziende veronesi», come prevede la mozione approvata. A corollario figura, su proposta del consigliere leghista Mauro Bonato, anche una mostra da dedicare alla storia del Ponte, su cui effettivamente passò nel 1867 l’Eroe dei due Mondi diretto ad Avesa. Se una «rive Gauche» veronese prenderà vita, ora è certo, sarà sotto lo sguardo degli «Strachi».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 24/10/2018

Note: Paolo Mozzo