Porta Borsari, nuovi reperti E sarà possibile visitarli

VERONA ANTICA. Lo scavo di Acque Veronesi ha portato alla luce delle strutture archeologiche di grande interesse
Domani mattina i «tour» guidati ai resti rinvenuti durante i lavori «Difficile tenerli a vista una volta chiusi i cantieri, ci stiamo pensando»

Dalla pancia di Porta Borsari arriva nuova luce sulla seconda cinta muraria della città: l’avancorpo difensivo risalente a Teodorico. Lo scavo di Acque Veronesi a pochi metri dalla Porta romana sta rivelando nuovi reperti ritenuti molto interessanti dalla Soprintendenza.Tanto che, domani mattina dalle 9.30 alle 12, lo scavo sarà visitabile e aperto a tutti gli interessati. Acque Veronesi metterà in sicurezza il luogo grazie a delle transenne e darà libero accesso alle persone. Sarà dunque possibile, a piccoli gruppi, ammirare le antiche mura guidati dalle spiegazioni di un archeologo della Soprintendenza.AVANCORPO DIFENSIVO. Sono costruzioni di cui già si conosceva l’esistenza e l’ubicazione ma che, in questo ultimo scavo più esteso rispetto ai precedenti, permettono una più ampia conoscenza circa composizione e funzioni. Il cantiere, aperto lunedì, ha messo in luce già dai primi giorni di lavori, strutture archeologiche di grande interesse, riassumono infatti dalla Soprintendenza che spiega nel dettaglio: si tratta dell’avancorpo difensivo costruito verosimilmente da Teodorico con la seconda cinta muraria della città.Sono le mura ancora oggi note come “Mura di Gallieno” ma da tempo ritenute di età gota. Alcune porzioni di questo avancorpo erano già emerse negli anni ’90 e gli archeologi allora coinvolti, Peter Hudson e Giuliana Cavalieri Manasse, avevano già correttamente colto il significato delle strutture, pubblicandone i dati. Nulla di nuovo sotto il sole, dunque, ma questa volta, lo scavo più esteso – diretto da Brunella Bruno della Soprintendenza e condotto dagli archeologi dello studio Archeoed incaricati da Acque Veronesi – sta evidenziando con maggiore dettaglio tecnico come fu realizzata la costruzione della struttura difensiva.Si sta comprendendo con chiarezza come fu adattato a questa nuova struttura difensiva il percorso della Via Postumia, che sin dalla fondazione della città passava attraverso la Porta per diventare il decumano massimo del centro urbano.VISITA BREVE. «Difficilmente sarà possibile tenere a vista questi reperti una volta ultimati i lavori, anche se l’ipotesi è presa in considerazione. Domani mattina, però, via libera alle visite guidate», annuncia Acque Veronesi che ormai da diversi anni collabora con la Soprintendenza archeologia, belle arti e Paesaggio attraverso protocolli operativi per rendere compatibili le due attività di interesse pubblico: fornitura del servizio idrico integrato e tutela dei beni archeologici della città. Ora, infatti, la municipalizzata è impegnata in prima linea per salvaguardare i reperti e la Soprintendenza sta cercando di trovare soluzioni perché il problema idraulico si risolva. L’ intervento a Porta Borsari, nella parte esterna affacciata tra Corso Cavour e via Diaz, è volto a favorire un migliore deflusso dell’acqua verso il pozzo disperdente realizzato nel 2018 ed una prima rapida risposta ai problemi causati dall’eccezionale nubifragio che si è abbattuto due settimane fa causando allagamenti in varie parti della città tra cui la “vasca” sotto ai portoni.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 19/06/2020

Note: Ilaria Noro