L’INIZIATIVA. Il primo giugno sarà inaugurata un’esposizione della durata di cinque mesi di una serie di pezzi d’epoca del Museo della Radio dedicati alla comunicazione
Verrà allestito un centro informativo con stagiste e materiale informativo. Il direttore Chiantera: «Così si fa vedere la bellezza di questo monumento»

Nuova vita per la storica Porta Nuova, monumento sanmicheliano che dà il nome al corso che porta in Bra e che, finora, ha avuto come unica modesta funzione quella di rondò per il traffico tra il centro, la circonvallazione e la Zai. Venerdì primo giugno, alle 11, al suo interno verrà inaugurata un’esposizione organizzata dal Museo della radio Guglielmo Marconi, all’istituto tecnico Ferraris di via del Pontiere, di cui è direttore Francesco Chiantera, con una serie di pezzi di modernariato dedicati alla comunicazione, dai telefoni di prima generazione alle macchine da scrivere meccaniche, agli apparecchi fotografici tipo polaroid o con la pellicola e così via. Pezzo forte sarà l’antenna originale del panfilo Elettra, quella con cui Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, il primo wireless della storia, effettuò le prime comunicazioni nell’etere.L’ESPOSIZIONE, che ha il patrocinio del Comune e l’autorizzazione della Soprintendenza, sarà poi aperta dal 4 giugno per cinque mesi, tutti i giorni dalle 9 alle 18. Nella giornata inaugurale del primo giugno verrà proiettato un video che ha come protagonista Elettra Marconi, la figlia del grande inventore. Ma non si tratterà di una semplice mostra di oggetti d’epoca, ma anche di un punto informativo per i turisti. Spiega il direttore Chiantera: «L’obiettivo è far rivivere questo straordinario monumento della città rendendo un servizio ai visitatori che arrivano dalla vicina stazione di Porta Nuova. Per questo durante l’orario di apertura saranno operative delle stagiste, studentesse universitarie, che potranno fornire indicazioni ai visitatori sulla Porta e su Verona in più lingue. Inoltre, grazie alla collaborazione con il Comune che ha creduto in quest’iniziativa, la mostra sarà inserita nel circuito della Verona Card. La stessa card, poi, sarà in vendita anche nel nostro punto informativo. Così Porta Nuova potrà sperimentarsi nella sua nuova veste di biglietto da visita della città».SOCIAL. Non solo. Porta Nuova ospiterà anche una postazione di giovani che, attraverso i social, trasmetteranno live dei collegamenti, per raccontare la mostra e i suoi visitatori. «Si tratta del primo significativo esperimento di valorizzazione di Porta Nuova grazie ad un’iniziativa aperta al pubblico per un lungo periodo», aggiunge Chiantera, ricordando come da decenni il monumento sia chiuso e inutilizzato. Finora la cinquecentesca Porta sanmicheliana è stata oggetto di visita solo da parte di studiosi, come gli studenti dell’università di Pavia, del Dipartimento di Ingegneria civile e architettura, per studiare ed effettuare rilievi sul monumento nell’ambito del corso di restauro, arrivati lo scorso novembre insieme a giovani colleghi dell’università di Shangai. La stessa mostra del Museo della Radio sarà circoscritta al pianterreno, poichè la parte superiore del monumento non è agibile per motivi di sicurezza.PROSPETTIVE. «L’obiettivo è molto ambizioso: vorremmo che veronesi e turisti riscoprissero la grande bellezza di questo luogo che appartiene alla storia della città», continua ancora il direttore Chiantera, «inserito nella cinta magistrale che ha fatto guadagnare a Verona il titolo di patrimonio Unesco insieme al suo centro storico».La situazione di Porta Nuova, e la cosa non è certo una novità, è al limite del degrado, fa notare Chiantera. «I cancelli messi a protezione degli interni non impediscono che ogni tanto qualcuno lanci dentro bottiglie, lattine e rifiuti. Per organizzare si rende necessaria una bella opera di pulizia. Ma è il primo fondamentale passo verso il recupero del monumento. Bisogna però creare un flusso d’interesse intorno ad esso».PROGETTI. Il direttore Chiantera fa sapere che c’è già un mecenate pronto a finanziare un progetto innovativo all’interno della Porta, un intervento non invasivo che permetterebbe di vedere la struttura con un particolare gioco di luci. Tutto questo in attesa di trovare i fondi necessari per un restauro globale, che portasse, ad esempio, alla fruizione della splendida terrazza della Porta da cui si gode uno straordinario panorama della città. Tra l’altro la parte inferiore è collegata a quella superiore da una scala elicoidale, ben conservata, che aggiunge ulteriore bellezza agli interni del monumento sanmicheliano.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Note: E. Cardinale - foto Marchiori