Porta Nuova: la pietra è annerita la struttura è invasa da erbacce

MONUMENTI. Il progetto di un ulteriore intervento di pulizia dopo la riapertura del sito annunciato dall’assessore Toffali
L’idea è di rimettere a posto anche il leone di pietra del ‘500 distrutto dai Francesi
Intanto la mostra del Museo della Radio è un’occasione per vedere i grandiosi interni
L’inaugurazione del museo della radio, venerdì scorso, negli spazi interni di Porta Nuova

L’annuncio era arrivato al momento della riapertura di Porta Nuova per l’inaugurazione della mostra temporanea del Museo della Radio Guglielmo Marconi, per bocca dell’assessore alle Attività economiche Francesca Toffali: «Come Amministrazione stiamo pensando ad ulteriori interventi per il monumento, per poterlo rendere disponibile al pubblico in tutta la sua bellezza».Il riferimento era alla fruibilità della terrazza superiore, oggi inagibile, e anche a quella della galleria di contromina che passa sotto alla strada e porta al vicino bastione dei Riformati, in direzione di Porta Palio.Ma quello che molti oggi vorrebbero è un intervento di ripulitura delle facciate esterne di Porta Nuova, che presenta annerite le parti di pietra bianca e la crescita di erbe spontanee tra le parti murarie in mattoni. «Anche questo è nei nostri piani», conferma l’assessore Toffali, che assicura la volontà dell’Amministrazione di far ripulire il monumento sanmicheliano per decenni chiuso al pubblico e diventato un ricettacolo di immondizie, e anche di far restaurare il leone di San Marco in pietra, risalente al XVI secolo, che era posizionato nella parte alta della storica Porta, fatto a pezzi dai giacobini nel 1801 e in seguito sostituito con un gruppo composto dall’aquila imperiale bicipite (poi abrasa) e da una corona.Ora Porta Nuova, ripulita nella parte interna del pianterreno, resterà aperta fino a ottobre con la mostra dedicata alla comunicazione ideata e allestita dal Museo della Radio di cui è direttore Francesco Chiantera, e con l’infopoint turistico. Un’occasione unica per visitare questo straordinario monumento cinquecentesco, parte integrante della cinta magistrale.«L’occasione della mostra sta offrendo a tutti l’imperdibile occasione di vedere finalmente aperto uno dei monumenti simbolo della Verona fortificata», aggiunge l’assessore Toffali, ricordando che finora il sito storico era stato aperto solo per i rilievi di qualche studioso, mentre è rimasto un emerito sconosciuto alla stragrande maggioranza dei veronesi e dei turisti, riducendosi al mero ruolo di rondò per il traffico veicolare. Eppure Porta Nuova è il primo monumento ad essere visto dai visitatori che arrivano in città dalla stazione ferroviaria e da Verona sud, nessuno dei quali ne può immaginare il valore storico e architettonico.Tra i suggerimenti arrivati dopo la riapertura di Porta Nuova, quello di coinvolgere gli Angeli del Bello, l’associazione di volontari che ha già al suo attivo numerosi interventi in vari monumenti cittadini. Il sodalizio, presieduto dall’avvocato Stefano Dindo, ha firmato una convenzione con Comune, Agsm e Amia e pulito tra l’altro i muri laterali della chiesa di Santo Stefano, e poi il monumento dell’aquila, a Santa Lucia, e si è impegna a tenere pulito il parco delle Colombare, sulle Torricelle, e piazza San Nicolò. E presto potrebbe essere chiamato a ripulire dai graffitti i muri della Casa di Giulietta. Ma per la pulizia di Porta Nuova probabilmente si opterà per un intervento di tipo professionale, anche se il contributo del volontariato al mantenimento dei beni cittadini, fondamentale in molte parti di Verona, a partire dalla cinta magistrale si è rivelato più volte prezioso e determinante.

Tratto da: L'Arena di Verona

Data: 5/06/2018

Note: ELENA CARDINALI