Una ripresa effettuata grazie a un drone del complesso del Bastione delle Maddalene

RISCOPRIRE IL PASSATO. Pannelli esplicativi negli accessi monumentali. Mentre prosegue il progetto per l’intera cinta

Droni e laser-scanner per i rilievi Sboarina: «Un’attrattiva turistica ma è un “reato” che tanti veronesi non conoscano la propria città»
Sarà «un museo lungo 11 chilometri». La definizione è di Sandro Parrinello, docente del dipartimento di Ingegneria civile e architettura dell’università di Pavia e responsabile del progetto di archivio digitalizzato del sistema fortificato scaligero.Vent’anni dopo il riconoscimento di Verona come patrimonio culturale delle Nazioni Unite il sindaco, Federico Sboarina, annuncia il «salto nel futuro, il passaggio dalla conservazione alla valorizzazione». Droni e «laser scanner» per i rilievi. Un percorso virtuale da completare, tra modelli tridimensionali e ricomposizioni virtuali, «ma anche un cammino, da Porta Fura a Porta Vescovo, fruibile da veronesi e turisti. Bastano buone scarpe e desiderio di scoprire la città e la sua storia», aggiunge Francesca Toffali, assessore ai rapporti con l’Unesco.Il bastione delle Maddalene per una mattinata ospita i pannelli di una mostra che, suddivisa poi tra le 11 porte storiche della città, illustrerà particolarità architettoniche e cornice storica dei manufatti che costellano la cinta muraria della città. Sboarina, in attesa del rito del taglio del nastro, scherza ma non troppo: «Considero un peccato mortale, direi quasi un reato, il fatto che molti veronesi non sappiano dove e quanto bello sia un luogo come il bastione delle Maddalene. Siamo, certamente, la città dell’Arena, del balcone di Giulietta ma anche molto altro. Ed è questo “molto altro” che il progetto di digitalizzazione punta a valorizzare e non solamente per i turisti. Abbiamo a disposizione, peraltro, tecnologie che vent’anni fa non esistevano».Ogni porta storica lungo la cinta muraria sarà aperta e visitabile, con pannelli illustrativi: una sorta di «trekking» nel passato e nella contemporaneità urbana. Con il epicentro nel compendio delle Maddalene, dove saranno installati a completamento del processo di musealizzazione, anche proiettori di ologrammi: ancora una volta la tecnologia 3D applicata a supporto della cultura. «La collaborazione con l’università di Pavia si basa sulla mappatura e conoscenza di tutto il patrimonio delle mura», spiega Francesca Toffali. «In questo primo anno di lavoro è stata portata a termine la digitalizzazione e illustrazione di tutte le porte veronesi, ma il lavoro da fare è ancora molto. Non c’è valorizzazione possibile senza la conoscenza».Resta intanto aperto il carteggio sulla candidatura di Verona come «capitale della Cultura». «Un percorso che prosegue», conferma il sindaco Sboarina, «anche se per il 2021 è stata confermata Parma. Noi andiamo avanti comunque». Anche se di certo l’emergenza per il Covid-19 non ha giocato a favore. Con un occhio ai turisti («Che speriamo ritornino quanto prima numerosi») e l’altro rivolto ai veronesi «distratti» nei confronti di una città forse tanto «ingioiellata» da rischiare di passare inosservata agli occhi dei più, il progetto di digitalizzazione del sistema fortificato mira comunque a un «approccio contemporaneo». «Una proposta per migliorarne la conoscenza, primo passo verso una valorizzazione nuova e più ampia».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 20

Data: 25/06/2020

Note: Paolo Mozzo - foto Mozzo