L'edicola di San Vincenzo Ferrer in via Are Zovo a Quinzano

DEVOZIONE. Domani mattina a Quinzano messa attorno all’edicola di San Vincenzo Ferrer
La cerimonia affonda le radici nelle tradizioni del mondo contadino.

Un momento della preghiera dell’anno scorso attorno all’edicola
Quinzano, domani al capitello le preghiere contadine contro le calamità naturali.Il 1° maggio si rinnova in via Are Zovo alle 10 l’antico rito attorno all’edicola di San Vincenzo Ferrer. Un appuntamento che si ripete da 121 anni, con la messa che sarà celebrata dal parroco di Quinzano don Pierpaolo Battistoli e un momento di ristoro al termine della cerimonia. Una testimonianza di fede e tanta passione per le tradizioni del territorio, con le usanze di chi vive la collina e la vita dei campi. È una cerimonia dal sapore antico che richiama la figura di San Vincenzo Ferrer, la cui festa però cade il 5 aprile. Le preghiere, infatti, rievocano un lontano mondo contadino in cui si chiedeva la protezione divina contro le calamità naturali e per questo è invocato il santo protettore. Un pericolo che nell’area di Quinzano è rivolto in particolare a fulmini e grandine.Uno sguardo ancora più indietro nel tempo e si giunge nell’Antica Roma dove queste cerimonie prendevano il nome di Robigalia, in onore del dio romano della «ruggine del grano». Era a lui, infatti, che gli antichi romani chiedevano la protezione per il raccolto da questo temibile fungo. Il giorno dei festeggiamenti cadeva il 25 aprile e non era scelto a caso: è in questo periodo che le spighe di frumento iniziano a crescere e, pertanto, hanno maggiore bisogno di protezione.Nell’antica Roma a maggio si teneva anche una festa con astensione totale dal lavoro: gli Ambarvalia, per propiziare la fertilità dei campi. Con l’avvento del cristianesimo, questi antichi riti divennero atti e preghiere di penitenza uniti a processioni legate alle Rogazioni celebrate nel giorno dedicato a San Marco Evangelista e ai tre giorni che precedono l’Ascensione.San Vincenzo Ferrer era figlio di un notaio di Valencia, una città sulla costa orientale della Spagna. Si fece domenicano nel 1368, all’età di 18 anni. Morì nel 1419 a Vannes e da subito fu venerato come santo. Il suo culto si diffuse rapidamente e fu canonizzato nel 1455. Il capitello a lui dedicato di via Are Zovo è opera di scalpellini locali e risale al 1897. L’edicola fu restaurata nel 1979 da alcuni agricoltori della zona.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 30/04/2018

Note: Marco Cerpelloni