Un'automobilista veronese è stata multata per un minuto di ritardo tra la sosta e il pagamento

IL CASO. Una signora s’è vista consegnare il temuto foglietto giallo per 60 secondi di ritardo tra il tagliandino e l’accertamento della sosta in piazzetta De Gasperi

L’automobilista va all’attacco «Ritengo che sia stato un sopruso» Il presidente Amt Barini replica «Hanno solo applicato la legge»
Alzi la mano chi non si è mai arrabbiato con un accertatore della sosta, un «giallone», come vengono spesso sbrigativamente definiti. Un minuto di differenza, ore di nervoso e il senso di impotenza che prende un qualsiasi cittadino che si vede elevare la multa per un minuto soltanto di ritardo. Tagliandini e multa alla mano, Silvia mostra di aver posteggiato in piazzetta Alcide De Gasperi sabato 20 alle 11.36. Questo è l’orario indicato sul tagliando di sosta. E delle 11.35 è invece la multa elevata dell’accertatore della sosta. Un minuto di differenza che costa 42 euro che possono essere ridotti a 29,40 nel caso la multa venga pagata entro cinque giorni. Sul temuto tagliandino giallo c’è anche scritto: «La violazione non è stata immediatamente contestata al trasgressore perchè assente all’atto dell’accertamento». Una formula standard, ma Silvia c’era eccome, e ha tentato in tutti i modi di non farsi fare quella multa. «Sabato avevo posteggiato e mi sono diretta alla colonnina della sosta. Avevo davanti un paio di persone, ho atteso il mio turno e inserito la mia carta di credito per pagare. Ma il pagamento con tessera era fuori uso, così ho cercato un paio di monete nella borsa e ho preso il tagliandino», racconta Silvia che torna dunque alla sua auto per esporlo.«Trovo l’accertatore intento a fare la multa», racconta Silvia, «gli mostro il tagliandino e lui mi spiega che deve procedere con la compilazione della multa che poi mi avrebbe annullato. Trovo bizzarra la cosa, ma aspetto. E invece dopo, mi dice che è impossibile annullarla e che se voglio cercare di eliminarla debbo fare ricorso». Silvia si imbufalisce, ma ha un appuntamento alle 11.45 quindi va a fare quello che deve fare e poi una volta tornata a casa, inizia a spedire Pec a destra e manca spiegando quello che le è successo, alcune dai toni piuttosto duri, considerato che davvero ha preso una multa in un minuto e si sente vittima di un’ingiustizia.«Ho scritto a tutti, ad Amt, alla Polizia Locale, ho parlato anche con la responsabile delle multe elevate dagli accertatori, mi ha detto che non si può fare niente e che semmai posso fare ricorso. Trovo questo molto ingiusto. Sabato io ho pagato la sosta, e prendere oltre 40 euro di multa per un minuto di ritardo mi sembra francamente eccessivo, è vessatorio nei confronti dei cittadini».Silvia sottolinea: «Fare ricorso per me significa perdere tempo, quindi è ovvio che pagherò, seppur a malincuore questa ingiusta multa». Informato del fatto, il direttore Francesco Barini si dice dispiaciuto: «Non ho motivo di non credere a questa cittadina, ma ci sono centinaia di automobilisti che non appena vedono l’accertatore vanno a fare il tagliandino dicendo che sono appena arrivati. Io non credo che nel caso della signora il nostro accertatore fosse appostato dietro un’auto, nascosto, in attesa che lei scendesse per multarla. Le multe una volta fatte non si possono togliere, ci proverebbero tutti». «La signora avrebbe fatto bene ad avvertire l’accertatore che sicuramente era nei pressi che sarebbe andata a fare il tagliandino. Sono convinto che se tutti pagassero le soste, si potrebbero anche abbassare i costi. Proprio per non creare problemi agli automobilisti abbiamo in atto quattro metodi di pagamento, o è possibile pagare la sosta, anche on line o dal telefonino».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 31/07/2019

Note: Alessandra Vaccari