Un maturando risponde alle domande della commissione

LA PAROLA AI RAGAZZI. «Grande la sensibilità e la disponibilità dimostrata dagli insegnanti»

In brevissimo tempo l’ansia ha lasciato il posto al senso di liberazione E ora c’è già chi progetta le vacanze oppure pensa ai lavoretti estivi

La canonica ansia del pre esame e poi un senso di liberazione infinita. Ieri mattina è stato il primo e unico giorno dell’esame per molti maturandi veronesi. Se da un lato le nuove regole e precauzioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno rivoluzionato l’intera procedura delle verifica creando incertezze e nuove apprensioni – oltre che ritardi sulla tabella di marcia imposti dalle ripetute igienizzazioni e dalle pause intermedie perché anche docenti e commissari possano riprendere fiato dall’obbligo delle mascherine – dall’altro, essendosi ridotta la verifica a un solo giorno d’esame, dopo il colloquio il senso di libertà è immediato. E già si programmano vacanze, lavoretti estivi e iscrizioni alle università prescelte.Gli assembramenti fuori dalle scuole per confrontarsi sull’esito degli esami scritti rappresentano un ricordo mai vissuto dai maturandi di quest’anno. Tutto è sintetizzato in un’unica prova durante la quale il tempo sembra volare. Fuori dagli istituti si avvistano gruppetti rarefatti dei pochi amici o parenti che attendono all’uscita il maturando di turno.«I professori sono stati molti disponibili, hanno capito la situazione e hanno fatto il possibile per metterci a proprio agio», commenta Irene Sambugaro, studentessa del liceo classico Maffei che ieri ha sostenuto per prima la prova. «Per fortuna nell’esporre l’esame possiamo abbassare la mascherina sotto il mento, per farci meglio comprendere dalla commissione. Ora mi sento leggera e pronta a godermi l’estate prima del test universitario per psicologia, ad agosto».Anna Scalia, altra studentessa del Maffei, ha scelto di fare assistere all’esposizione la sorella, mentre l’amica Margherita Peruz ha preferito affrontare la prova da sola.Dice la prima: «E’ stato uno shock scoprire di essere nella lista dei primi esaminati e non mi capacito ancora del fatto che sia finita. È stata dura studiare in quarantena, ma i professori si sono mostrati davvero disponibili proponendo lezioni, documenti e spunti». Ora, dopo un elaborato orale sulla donna e la guerra nella civiltà greca Anna è pronta per una vacanza nel Peloponneso.Per Margherita l’emozione più grande, ieri, è stata quella di rimettere piede a scuola. «È stato strano tornare nel mio liceo con mascherina e disinfettante, a due metri dai docenti, ma sono stata messa a mio agio».Lucia Pecora, terza selezionata per la verifica al Messedaglia, è uscita sollevata dal colloquio orale. «Il tempo è passato molto più veloce del previsto», dice sollevata. «Sono pronta a festeggiare con le amiche».Jacopo Tomelleri non nega l’agitazione iniziale. «Sono soddisfatto dell’esame e ora mi farò un anno sabbatico in Giappone prima di iscrivermi a Informatica». I festeggiamenti? «A base di sushi ovviamente». «La commissione era in ritardo di 40 minuti e il presidente in corridoio ci ha tenuto a incoraggiarmi dimostrando un’umanità che ha ripagato le settimane di studio da solo, in lontananza», commenta felice Davide Cordioli, pronto a fare l’assistente bagnanti prima delle vacanze.All’istituto tecnico Ferraris probabilmente è stato il giovane Matteo Paolella a incoraggiare docenti e commissario esterno, prendendoli “per la gola” con un vassoio di Krapfen in linea con il progetto di automatizzazione della linea di produzione dei tipici dolci tedeschi. «In questo mesi ho preso la situazione per quello che era, adattandomi il più possibile», confessa. «Essendo rappresentante di classe mi sono messo a disposizione degli insegnanti più anziani per aiutarli nell’uso delle tecnologie utili alla didattica a distanza. Ora anche il mio percorso universitario proseguirà “a distanza”, frequentando un’università online in scienze della comunicazione. Tra il rischio di lezioni in presenza da riadattare su piattaforme web e una didattica nata già per essere in forma telematica ho preferito la seconda ipotesi».«Stare a casa e non poter uscire serenamente è stato faticoso», dice ancora Diego Cappelli uscendo dalla prova al Cangrande. «Ora confido in una libertà a tutto tondo, dalla didattica a distanza e pure dal virus».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 18/06/2020

Note: Chiara Bazzanella