IL CASO. Il piano presentato dalla Mox Corporation trova subito un informale gradimento da parte dell’assessore comunale. «Così si conserva l’unicità di via Cappello»

Ambrosini: «Proposta interessante l’ingresso dalla palazzina Armani. E poi c’è il consenso di tutti i proprietari del cortile»
L’accesso al cortile di Giulietta, in via Cappello, e accanto il negozio Armani che nel progetto sarà il nuovo ingresso

Stop degrado e nuova era per cortile e Casa di Giulietta? Si vedrà. Dopo decenni di proposte e controproposte, qualsiasi previsione è a rischio. Ma c’è un primo «sì» dell’Amministrazione comunale al progetto della Mox Corporation di un nuovo museo nella Casa di Giulietta. Con ingresso a pagamento dalla palazzina Armani, in via Cappello 25, dal negozio a fianco dell’accesso attuale – e visita al cortile con uscita dall’androne da cui oggi si entra. Biglietto a 8,50 euro per museo più cortile, o 2,50 per il solo cortile con la statua.È un «sì» non formalizzato da passaggi in Giunta, commissione e Consiglio comunale. Ma due anni e mezzo dopo l’impaludamento dell’idea precedente della Fondazione Atlandide – ingresso a 2,50 euro da piazzetta Navona, percorso museale nel foyer del Teatro Nuovo fino al cortile e uscita in via Cappello; la Casa, a 6 euro, era fuori da questa gestione – gli amministratori entrano in campo.Marco Ambrosini, assessore a turismo, attività produttive e mobilità, dà il suo sostanziale parere favorevole al progetto «Di Pietre e d’Amore» della Mox degli imprenditori veronesi Mirco Martinelli e Carlo Benatti, con Andrea Benatti e Alex Martinelli. Investimento da 4,7 milioni; al Comune ogni anno almeno un milione di introiti; per fasce ulteriori di entrate il 70% al Comune e il 30% ai gestori – con 23 persone addette all’accoglienza – o salendo ancora il 60 e 40. In questo caso tutte le deleghe di Ambrosini riguardano il riordino e la valorizzazione del complesso di Giulietta, il sito turistico più visitato dal mondo, con quasi due milioni di presenze all’anno. Per l’aspetto legato all’economica turistica, per la presenza all’interno del cortile di tre negozi (due di souvenir e uno di numismatica) e del relais Il Sogno di Giulietta. E per la viabilità.«L’idea della Mox è interessante», dice Ambrosini, «perché si introduce la palazzina Armani con ulteriori spazi museali, e poi sia l’ingresso che l’uscita del percorso sono su via Cappello, la vera strada della Casa di Giulietta. L’accesso da piazzetta Navona sarebbe stato una distorsione nell’immaginario comune. E poi», aggiunge, «questo progetto è stato presentato con il consenso di tutti i proprietari che hanno un affaccio sul cortile», precisa, «il che non era stato nel precedente progetto, tanto che i privati fecero ricorso al Tar»

LE DESTINAZIONI D’USO dei locali della palazzina Armani, con l’ingresso a fianco a quello attuale e con l’edificio adiacente alla casa, sono le seguenti: al piano terra androne d’ingresso e accoglienza, informazioni, book-shop, collegamento con il piano terra della Casa di Giulietta che ospiterà la relativa biglietteria per accedere al cortile. Al primo piano sala caffetteria e servizi igienici; al secondo biglietteria per l’accesso alla Casa, locali di servizio e tecnici; al terzo uffici gestionali del museo, segreteria, sala regia del percorso multimediale sul mito di Romeo e Giulietta, di controllo della sicurezza, servizi igienici; al quarto spogliatoi del personale, magazzino, archivio, servizi igienici; al quinto accesso alla Casa di Giulietta, alloggiamento impianti. Nel piano seminterrato guardaroba e toilette per il pubblico. Come sottolinea Carlo Benatti, «il percorso museale dei visitatori comincia a tutti gli effetti dal secondo piano, in quanto lungo le scale verrà allestito un incipit multimediale dedicato a Verona nella storia».Ambrosini sottolinea che «il nuovo allestimento della casa migliorerà l’arredo, con tecnologie. Ora gli uffici della cultura e turismo, del patrimonio e dei lavori pubblici valuteranno il progetto dal punto di vista tecnico ed economico-finanziario, poi ci sarà il passaggio in Giunta, commissione e Consiglio».

Enrico Giardini

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 23/03/2017

Note: Sezione "Cronaca" Da pag. 13 Enrico Giardini