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INTEGRAZIONE/1. Ultimi preparativi dopo la firma della convenzione.

Il ritrovo è lunedì alle 8 per il corso di formazione Leso: «Un modo positivo per favorire l’accoglienza e aiutarli a capire meglio il nostro modo di vivere».

 

Dopo la firma in Prefettura del protocollo di intesa, i profughi ospiti delle strutture di accoglienza di Verona si preparano a iniziare i sei mesi di lavoro volontario per tenere puliti piazze e giardini della città. Lunedì alcuni incaricati dell’Amia svolgeranno un breve corso di formazione per i volontari che prenderanno parte al progetto. L’appuntamento sarà alle 8,30 nei giardini della Giarina, vicino a piazza Isolo, per i profughi ospiti dell’Ostello di villa Francescatti e alle 10,30 all’Arsenale per gli ospiti del Samaritano. L’Amia fornirà ad ognuno l’attrezzatura, scope, palette per raccogliere la spazzatura, sacchi di diverso colore a seconda della tipologia di rifiuti e un giubbino ad alta visibilità. Ogni volontario riceverà inoltre un cartellino di riconoscimento con lo stemma del Comune e la dicitura «Verona solidale» e un abbonamento personalizzato ai mezzi pubblici della durata di sei mesi.Suddivisi in gruppi da tre a c! inque persone, i volontari saranno seguiti da un tutor e da un mediatore culturale che potranno intervenire per risolvere eventuali problemi.Dopo le positive esperienze già avviate in altri Comuni della provincia come Nogara, Sorgà, Selva di Progno, Badia Calavena e Velo anche nel capoluogo, quindi, per i richiedenti asilo accolti nelle strutture della Caritas e dell’Ostello della Gioventù si apre la prospettiva dei lavori socialmente utili: pulizia di strade, manutenzione del verde pubblico, dei parchi ed altre attività che verranno di volta in volta decise. Il protocollo, che scade al 31 dicembre 2015, prevede che tale attività volontaria non superi le 20 ore settimanali.Anna Leso, assessore ai Servizi sociali, non nasconde la soddisfazione per l’avvio del progetto. «È un fatto molto positivo e grazie alla collaborazione di tutti sono state superate anche le difficoltà. L’iniziativa», sottolinea, «nasce dalla necessità di favorire l’integrazione di persone che,! non dobbiamo mai dimenticarlo, non sono qui in gita di piacer! e ma perché sono fuggiti dagli orrori della guerra». E aggiunge: «Lo scopo del progetto è far sì che la città li accolga e che loro si sentano accolti; il tesserino "Verona solidale" che porteranno con sé significa proprio questo: lavorando per il migliorare l’ambiente in cui vivono si sentiranno coinvolti nella vita della città». Perché si è pensato proprio a questo tipo di attività? «Vedere dei giovani dai 18 ai 31 anni che girano inoperosi suscita reazioni di insofferenza, questo, quindi, è un modo dignitoso di dare loro una mano, perché oltre a sentirsi utili, dimostreranno sul campo la falsità di certi pregiudizi. Inoltre la formazione che riceveranno, anche per quanto riguarda il sistema di raccolta differenziata, li aiuterà a capire meglio il nostro modo di vivere».Dopo questa prima esperienza di sei mesi, l’assessore fa sapere che «in futuro si potrà pensare anche ad attività più specifiche». Il protocollo d’intesa fra Prefettura, Comune, Amia! , cooperativa Il Samaritano-Caritas diocesana, Centro cooperazione giovanile internazionale riguarda una cinquantina di profughi. Lo scorso maggio, una trentina di profughi ospiti a villa Francescatti avevano già pulito di propria iniziativa i giardini della Giarina, a Veronetta, e il parco di villa Buri a San Michele Extra.L’esempio seguito da Palazzo Barbieri è quello di altri Comuni veronesi come Nogara e Sorgà, che hanno da tempo formalizzato convenzioni per manutenzioni di aree pubbliche. Anche in Lessinia, a Badia Calavena, Selva di Progno e Velo 22 profughi del Bangladesh, alloggiati da settembre in un albergo a Giazza, sono impegnati in lavori socialmente utili. Operano nella pulizia e nella manutenzione di strade, giardini, parchi.o

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 16/07/2015

Note: CRONACA – Pagina 14