GRANDI OPERE. La delibera del novembre 2016 finisce sotto esame.

Il sindaco Sboarina: «Vogliamo capire se sono fondati i presupposti per il pubblico interesse di questa operazione». Servirà il voto del Consiglio.
Il progetto di riqualificazione dell’Arsenale da oggi è sotto l’esame degli uffici comunali. Dopo che nelle scorse settimane era stata congelata la procedura di project financing in attesa del pronunciamento del Tar (atteso per il 13 settembre) sul ricorso del comitato di cittadini contro la variante urbanistica, ieri la Giunta comunale ha deciso di avviare la procedura amministrativa per verificare se sussistono o meno le condizioni di pubblico interesse per andare avanti con il piano proposto da Italiana Costruzioni. Si prevede che questo lavoro di screening sul progetto si concluderà entro un mese circa.Al termine dei lavori in sala Pasetto, il sindaco Federico Sboarina, per non rischiare fraintendimenti su un terreno diventato particolarmente scivoloso dopo un secondo ricorso al Tar, questa volta presentato dall’impresa, si affida a una comunicazione ufficiale. «La Giunta», scandisce, «ha formulato l’indirizzo di attivare il procedimento di verifica dei presupposti per la revoca della deliberazione del Consiglio Comunale 30 novembre 2016, numero 68». Si tratta della delibera, per l’appunto, con cui l’amministrazione di Flavio Tosi assegnava il “pubblico interesse” al progetto Arsenale.«Questa decisione», sottolinea il sindaco, «non significa né un sì, né un no, ma soltanto che viene avviata un’istruttoria che dovrà verificare il rapporto costi-benefici dell’operazione Arsenale, perché a noi interessa solo il bene maggiore per i cittadini e per il patrimonio comunale e questo è solo il primo passo».La revoca della dichiarazione di pubblico interesse, che dovrà avvenire in Consiglio comunale, aggiunge Sboarina, «è ovviamente una scelta politica, che deve però venire supportata da un corretto iter di carattere tecnico-amministrativo». Di fronte al ricorso al Tar di Italiana Costruzioni Spa, proponente un project da 45 milioni, che chiede la condanna al risarcimento del danno del sindaco e di due dirigenti comunali, Sboarina si dice «tranquillo». Se, alla fine dell’istruttoria sul progetto Arsenale verrà presa la decisione di revocare la dichiarazione di pubblico interesse si dovrà pure procedere a una variazione di bilancio sui 14,5 milioni stanziati al Comune per il project financing. Soldi che se non saranno nuovamente impegnati entro il 31 dicembre rischiano di non essere più utilizzabili, in quanto bloccati dal patto di stabilità.Il voto, con il quale si dichiarava il pubblico interesse della proposta di recupero e riqualificazione dell’ex Arsenale austriaco, era arrivato in Consiglio comunale poco prima della mezzanotte del 30 novembre 2016, termine entro il quale, a norma di legge, il provvedimento doveva essere approvato. Si tratta di un project financing da 45 milioni. In base al progetto, il cui promotore è la società Italiana Costruzioni, che avrebbe dovuto andare in gara, gli spazi dell’ex caserma sarebbero adibiti a strutture museali, sale pubbliche, scuola e parco, ma anche attività commerciali, negozi e ristoranti. La durata della concessione era stata stabilita in 50 anni. La proposta prevedeva il restauro completo del complesso, riportandolo all’impianto asburgico originario e demolendo fabbricati ritenuti incongrui e la manutenzione per tutta la durata della concessione. Le superfici commerciali erano state localizzate nella corte centrale (5.000 metri quadri) e nella corte est (360 metri quadrati). Esercizi con una superficie utile di vendita minore di 250 metri quadri. Il concessionario dovrebbe inoltre eseguire i lavori di bonifica, di recupero e riqualificazione dell’intero complesso.

 

Enrico Santi

Tratto da: arena-cronaca - pag.12

Data: 8/08/2017

Note: Enrico Santi