Il nigeriano Kingsley multato perché pulisce i marciapiedi

IL CASO. Parla il giovane nigeriano multato in via XXIV Maggio

Intanto si fanno avanti diversi legali pronti a tutelare la causa di Kingsley davanti al giudice di pace Gabanizza: «Cambiamo il regolamento comunale»
«Non disturbano in alcun modo, anzi, contribuiscono al decoro della città. Mi sono fermata a parlare con alcuni di loro e hanno alle spalle percorsi di studio che potrebbero tenerli occupati in lavori ben più qualificati».Paola abita a Borgo Trento, in via XXIV Maggio, la strada in cui, il 30 giugno scorso, il giovane Kingsley, arrivato tre anni fa dalla Nigeria e munito di regolare permesso di soggiorno e di carta d’identità, si è beccato una multa di 100 euro con l’accusa di accattonaggio. Gli è andata male, visto che si è messo a ramazzare nella via solo da tre mesi, mentre ci sono connazionali, come i fratelli Parry e Ivie, che ormai da un anno si dotano di scope e palette per chiedere sì una mano ai passanti, ma facendosi vedere desiderosi di dare un contributo concreto alla città.La settimana scorsa, venuto a conoscenza dell’accaduto, Giorgio Gabanizza di Sinistra in Comune è insorto con una lettera aperta al sindaco e ieri lo stesso ha incontrato il gruppo di nigeriani che è solito ripulire la via di Borgo Trento da foglie, cartacce o deiezioni canine, per decidere con loro come procedere.«Mi sono arrivate numerose proposte di avvocati pronti a mettersi a disposizione gratuitamente per tutelare Kingsley di fronte al giudice di pace e chiedere l’annullamento della sanzione amministrativa», fa presente Gabanizza. «Inoltre ci sono associazioni ambientaliste e di volontariato disposte ad associarsi ai ragazzi africani, aprendo loro la strada per fondare magari una nuova associazione che potrebbe chiamarsi “Black Angels Cleaners”. In questo modo i giovani potrebbero comunicare in Comune le aree e gli orari in cui intendono mettersi all’opera, e i lavori di pulizia risulterebbero in regola».Ma ciò che più conta, per l’esponente di Sinistra in Comune, è mettere mano al regolamento comunale, inserendo un comma che specifichi che a Verona «si punisce chi sporca, non chi pulisce».Se l’assessore alla sicurezza, Daniele Polato, aveva chiarito che l’intervento si è svolto a seguito della segnalazione di un cittadino e che le regole sono uguali per tutti, per Gabanizza lo stesso criterio dovrebbe quindi venire adottato anche se qualcuno denunciasse una raccolta di fondi per i poveri in parrocchia.«Sono a Verona da troppi mesi per starmene tutto il giorno con le mani in mano o a dormire», dice Kingsley. «Mi sono unito agli altri nigeriani che spazzano via XXIV Maggio in attesa di riuscire a trovare un vero lavoro».Quella dei cleaners spontanei, del resto, è una pratica che ha preso sempre più piede in città. Se ne vedono a Borgo Venezia, oltre che a Borgo Trento e anche allo Stadio e in corso Porta Nuova. Nessuno di loro chiede direttamente soldi alla gente: chi passa e vede la scatola può infilarci una moneta, e da dopo che si è sollevato il caso, la solidarietà è decisamente cresciuta.Una volta, ricorda Gabanizza, il vecchio portinaio del condominio di fronte al civico 25 puliva un po’ tutta la piazzetta, spingendosi oltre l’area di pertinenza, ma nessuno si sarebbe sognato di dagli una sanzione.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 6/09/2018

Note: C.Bazz.-foto Marchiori