Alex Zanardi col premio «Campione nella vita, campione nello sport»

IL RICORDO. Nel 2003 il campione intervenne, due anni dopo l’incidente, davanti a una platea di studenti nella nostra città
L’incontro con i ragazzi a Verona fu emozionante e Zanardi scherzò anche sulle sue gambe amputate

A due anni di distanza dall’incidente sull’ovale tedesco di Lausitzring, il 23 ottobre 2003 Alex Zanardi conquistò il premio «Campione nella vita, campione nello sport», organizzato dall’Unione Stampa Sportiva del Veneto e coordinato da Alberto Nuvolari presidente del gruppo Veneto. Il pilota fu ospite dell’evento che si tenne nella sala Convegni di Unicredit. La platea degli studenti, dalle elementari alle superiori, lo accolse con un fragoroso applauso ancora prima che prendesse la parola. Si presentò dicendo: «La vita è meravigliosa» e con il suo sorriso contagiò i ragazzi. Fu una mattina carica di energia. Con la sua ironia Zanardi teneva vive le attenzioni dei giovani. Esaltava la sua diversità mostrando le foto che raccontavano la sua quotidianità, come il tuffo senza gambe nella piscina di casa insieme al figlioletto. «Non sono il primo ad avercela fatta. Almeno non sono costretto a cambiarmi i calzini tutti i giorni», e tacitava gli applausi: «C’è chi ha fatto molto più di me senza godere della popolarità». Gli studenti scorsero in lui quel valore che lo rende speciale. «Prima dell’incidente, se vedevo qualcuno nelle mie condizioni, pensavo: piuttosto mi toglierei di mezzo, mi sparerei un colpo. E invece sono qui fra voi e sono felice».Insegnò che nella vita c’è un prima, e il dopo. «Ho scoperto energie nascoste che nemmeno pensavo di avere». Né gli studenti, tantomeno gli adulti, si attendevano tanta vitalità da un pilota che ha dovuto ripartire. Alberto Nuvolari, anfitrione dell’evento che si rinnovò negli anni con tanti altri ospiti di largo respiro, ricorda. «Il suo fu un intervento memorabile, comprendemmo tutti lo spessore dell’uomo. Arrivò da solo, parcheggiò la sua Bmw spiegando che la casa costruttrice l’aveva adeguata al suo vizio di gareggiare, e mi raccontò che quando si svegliò dal coma la mia moglie gli disse: Alex, preparati perché se vuoi continuare il tuo sogno di correre, c’è un auto che ti aspetta». Danilo Castellarin, collaboratore del nostro giornale, lo ha incontrato e intervistato in numerose occasioni. E ne ha fatto un importante protagonista in almeno due suoi libri: «Temerari», pubblicato dalla Libreria dell’Automobile di Milano e «Credevo di non farcela», pubblicato dal Galm di Verona, il gruppo di animazione lesionati midollari. «Alex è stato spesso a Verona, per promuovere gli sport paralimpici – racconta -. In ogni incontro affiorava il suo desiderio di superare il limite che per i piloti è il confine estremo al di là del quale si può trovare o la consacrazione del successo o l’ineluttabile. Prima della vittoria, lui ama e cerca la sfida, Speriamo che questa straordinaria dote gli permetta di vincere anche questa battaglia».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 21/06/2020

Note: Anna Perlini