BORGO TRENTO. La portalettere, trasferita da zona via XXIV Maggio, ha scritto un messaggio agli abitanti dei palazzi.

Un intero quartiere la rimpiange

Francesca: «Grazie per quelle chiacchiere tra un civico e l’altro» La lettera sul web. I residenti: «Perle di umanità esistono ancora»
Ci sono gesti, che sono come carezze. Delicati, in un mondo dov’è la forza che ha la meglio, ma capaci di lasciare il segno. Un foglio A4, scritto a computer e appeso con lo scotch alle pareti di alcuni condomini di via XXIV Maggio, via Farinati degli Uberti e via De Lellis, a Borgo Trento: il saluto di una postina a quelle persone che per mesi, anni, ha incontrato, per lavoro, tutti i giorni. Ha consegnato loro bollette della luce e del gas, vecchie cartoline, raccomandate importanti, riviste. Ogni mattina suonava i loro campanelli. Ha sentito inquilini risponderle assonnati dall’altra parte del citofono. C’è chi le è andato incontro in vestaglia, chi le ha offerto un caffè. È diventata parte della loro quotidianità.Poi arrivano i tempi moderni, quelli dove i pacchi degli acquisti online prendono il sopravvento sulla vecchia corrispondenza e le poste si riorganizzano. Cambiano le zone di competenza e la postina, Francesca Esposito, viene dirottata in altre zone, verso via Mameli e salita Monte Grappa. Altri condomini, altre persone da incontrare.«Forse vi chiederete il perché di questa breve lettera, ma non potevo andarmene senza aver ringraziato, anche se con un piccolo gesto come questo, ciascuno di voi». Francesca ha voluto salutare quelli che non erano più semplici utenti, ma persone entrate a tutti gli effetti nella sua vita. «Avrei senz’altro preferito farlo di persona, ma il brevissimo preavviso non lo ha reso possibile». Il messaggio ha lasciato il segno. «Poste Italiane per essere al passo con i tempi ed essere sempre più competitiva su di un mercato in continua evoluzione e trasformazione, ha attuato dei cambiamenti all’interno dell’organizzazione del nostro settore, cambiamenti che ci coinvolgono tutti», spiega Francesca. «A partire da lunedì non sarò più la vostra postina… quello che mi rincuora è che sono certa che la/il collega che mi sostituirà sarà sicuramente una persona molto brava e professionale, che entrerà presto nei vostri cuori». Francesca se ne va, ma con il sorriso. «Nonostante questo non potevo andarmene così… vi ringrazio profondamente per la vostra fiducia, per i vostri “buongiorno” sinceri, per quella chiacchiera veloce tra un civico e l’altro, per ogni sorriso, per esservi lasciati andare ad alcune confidenze, di quelle che si fanno a un amico… per aver contribuito, ognuno a suo modo, a rendere il mio lavoro ogni giorno migliore».Le carezze si possono fare, ma il calore si spegne in fretta, senza qualcuno che capace di coglierlo. Ed ecco che la lettera viene pubblicata da una residente della zona sulla pagina Facebook «Gruppo Borgo Trento» e diventa oggetto di centinaia di like e di commenti. «Segno dei tempi, dove tutto si consuma rapidamente e quando non è più funzionale al sistema si butta via, o viene sostituito da altro», scrive Rossana. «Tanta tristezza, ma per fortuna “perle” di umanità esistono ancora. I rapporti umani sono una grande ricchezza e per me sono quelli che hanno cambiato, e cambieranno, il mondo. Buona vita Francesca». Ed, evidentemente, Francesca non è l’unica postina che ha lasciato il segno, come dimostrano altre attestazioni di stima. «Hanno cambiato anche quella che veniva da me al lavoro», racconta Giuseppe. «Beh, non ha scritto una lettera ma è dotata di stessa sensibilità! È venuta a salutarmi, dispiacendosi ed augurandomi di trovarmi bene… Una bravissima persona davvero! Mi dispiace solo che in tutto questo tempo, a parte scambiarci qualche chiacchiera, non le ho mai chiesto nemmeno il nome… Magari è la stessa (non credo è tutt’altro quartiere…)». E ancora. «Gran donna! Via Mameli?», commenta Gloria. «Mi spiacerebbe sostituisse il “nostro” postino che merita ogni lode e considerazione, quanto lei. Se così, la accoglierò volentieri come fatto sempre. Mi spiacerebbe però per il nostro. Ci si affeziona, no?». Ci si affeziona, sì. Per dirla con le parole di Francesca, «la digitalizzazione ha invaso il nostro Paese, il mondo intero… per fortuna non i sentimenti».

Tratto da: L'Arena cronaca pag.11

Data: 11/06/2018

Note: Manuela Trevisan