Il camper dei vigili in un quartiere.

IL PROGETTO. È stato presentato in commissione consiliare
Gruppi e referenti locali per zone e circoscrizioni per segnalare anomalie alle forze dell’ordine Bacciga: «Né sceriffi né ronde, solo dare un aiuto»

Il camper dei vigili in un quartiere. Fondamentale sarà la collaborazione dei cittadini
Sicurezza: far entrare in campo anche cittadini. Sceriffi fai da te o ronde volontarie? No. L’idea è creare dei «gruppi di controllo», composti da tre persone, e referenti, che – anche spostandosi insieme per strade e piazze – osservino quando accade nei quartieri ed eventuali situazioni sospette, da segnalare alle forze dell’ordine. È il progetto «Quartiere sicuro. Zona controllata dal vicinato» illustrato nella commissione consiliare sicurezza, presieduta dal leghista Roberto Simeoni, dal consigliere di Battiti Andrea Bacciga, primo firmatario della proposta, firmata dalla maggioranza. «L’obiettivo è garantire una maggiore vivibilità e sicurezza di quartieri e strade, ma coinvolgendo residenti che, se disponibili, possono svolgere un’importante funzione di segnalazione di anomalie, da far verificare poi a chi di competenza», dice Bacciga. «Ciò potrebbe creare anche maggiore aggregazione sociale tra la gente, che resta in contatto tramite gruppi Whattsapp o tramite altri mezzi multimediali», aggiunge.Nella commissione – in cui in precedenza l’assessore alla sicurezza Daniele Polato e il comandante della Polizia municipale Luigi Altamura hanno illustrato il sistema di controllo Giano2 su multe, assicurazioni, revisioni di mezzi, libretti di circolazione di automobilisti e motociclisti – Bacciga ha poi spiegato il progetto. Ogni zona o quartiere dovrebbe organizzare un’assemblea, con almeno venti cittadini presenti e non oltre cento, alla presenza del consigliere circoscrizionale o di un consigliere comunale responsabile della sicurezza, o dall’assessore o del comandante della Polizia municipale, per designare un referente o i referenti di zona, non oltre cinque persone. Nella stessa assemblea andranno designati i gruppi di controllo.«Questi gruppi non si sostituiranno mai alla forze dell’ordine», puntualizza il consigliere di Battiti, «ma potranno organizzare delle camminate per i quartieri per vigilare e poi avvisare il referente di zona. I gruppi di controllo e i referenti, quando girano per le strade, saranno muniti di pettorine o divise, ben visibili, e riconosciute dal Comune. Dovranno essere anche una sorta di deterrente».In commissione sono emerse anche perplessità e richiesti di chiarimenti. Come quelle di Paolo Meloni, di Ama Verona, il quale ha ricordato come il loro del progetto – quattro simboli stilizzati di un uomo, di una donna, e di due bambini – «ricorda quello del progetto Zona controllo del vicinato, proposto anche negli anni scorsi a Verona dall’associazione Controllo del Vicinato, composto da una rete territoriale di volontari che forniscono consulenza all’amministrazione, che però non è mai decollato e si era provato in Sesta circoscrizione(Borgo Venezia)».Paolo Rossi, di Verona Domani, ex presidente della Quarta circoscrizione (Santa Lucia, Golosine, Madonna di Dossobuono) ha ricordato «le difficoltà nell’applicarlo e di coinvolgere con regolarità i cittadini. Ci vorrà insomma continuità e un monitoraggio continuo». Sia Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune) che Daniele Perbellini (Battiti) che Anna Leso (Gruppo misto) chiedono un «passaggio nelle circoscrizioni», mentre Vito Comencini «un collegamento con le forze dell’ordine». L’assessore Polato chiede una verifica, anzitutto, sul fatto che «i consiglieri comunali e circoscrizionali accettino di farsi coinvolgere».Le fasi, ora? «Verifica della fattibilità del progetto dal punto di vista normativo, con la Polizia municipale, e se si potrà procedere, far diventare questo progetto una mozione da far approvare in Consiglio, per impegnare l’Amministrazione. Poi si potrebbe provare in una circoscrizione».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 16

Data: 27/03/2018

Note: Enrico Giardini