Addio a Villa Lieta. Arriva un palazzone.

L’Arena, IL GIORNALE DI VERONA 26/07/2010

SANITÀ. L’attività era stata aperta nel febbraio di cinquant’anni fa

«Il Polo chirurgico di Borgo Trento farà concorrenza spietata alle case di cura» casa di cura Villa Lieta di via Anzani ha chiuso i battenti. «Una scelta obbligata dal punto di vista imprenditoriale e non traumatica», dice al telefono Giuseppina Marani, amministratore unico e socio di maggioranza della società per azioni, confermando quindi le voci che da giorni circolavano in città. «Abbiamo chiuso perchè non sussistono più le condizioni per continuare l’attività. Sul mercato, già oggi, c’è poco spazio per strutture private non convenzionate come la nostra. Ce ne sarà ancora meno non appena sarà ultimato il nuovo Polo chirurgico dell’ospedale di Borgo Trento. Con le sue sale operatorie ultra moderne, i suoi ambulatori specialistici sarà giustamente un punto di richiamo di altissima qualità e farà una concorrenza spietata alle strutture privat e come la nostra. Come imprenditori non possiamo accontentarci delle briciole. Abbiamo creduto nella sanità per 50 anni, ma adesso non ha più senso tenere aperta la casa di cura. Ci resta l’orgoglio di aver vissuto in un’azienda libera, onesta e efficiente». Già scritto anche i futuro dei dipendenti della Villa Lieta spa, che nel 2007 – come si evince dal bilancio – erano 17. «La questione è stata affrontata e risolta senza problemi», chiarisce Marani, «ogni singolo dipendente è stato accompagnato nel migliore dei modi; ci siamo lasciati bene». Pare già segnato anche il futuro di Studi Verona di via Ederle, una costola di Villa Lieta, dove specialisti e primari dell’Azienda ospedaliera effettuano visite ambulatoriali in libera professione (intramoenia). «A sentire il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Sandro Caffi», spiega l’amministratore unico di Villa Lieta, «entro la fine dell’anno sarà ultimata la pala! zzina dove i medici potranno svolgere l’attività libero professionale, per cui andremo a esaurimento della convenzione». Quanto al futuro dell’azienda, la signora Marani si mantiene sul vago: «La fretta non è mai stata buona consigliera. Stiamo alla finestra e poi faremo la nostra scelta imprenditoriale. Quel che è certo è che lasciamo il mondo della sanità».P.COL.

 

La struttura sanitaria era stata punto di riferimento
nel panorama cittadino.

L’ex clinica verrà demolita per costruire un edificio di 9 piani con 34 appartamenti, tre uffici e tre piani interrati per i garage.

Chiusa Villa Lieta, sorgerà al suo posto un nuovo edificio residenziale. L’intervento prevede la demolizione dell’ex clinica di via Anzani, in Borgo Trento e la ricostruzione dello stabile nella stessa forma, ma con un volume urbanistico inferiore rispetto al precedente. Nel nuovo fabbricato di nove piani fuori terra e di tre interrati, troveranno posto 34 appartamenti, 3 uffici e 39 garage. I posti auto totali tra esterni, per disabili ed interni saranno una sessantina. Il progetto è stato visionato dalla commissione Urbanistica ed edilizia privata della seconda Circoscrizione, coordinata da Alfonso Vassanelli, ed approvato in Consiglio. «Valutato il progetto, non sono emersi elementi di ostacolo», è stato detto. «Salvo la perplessità sulla consistenza dei  posti auto, considerata la presenza di un piano adibito interamente ad uffici».

La nuova palazzina di via Anzani sarà alta 25 metri, l’attuale è di 24,85 metri, per un totale di 12mila 908,88 metri cubi, mentre la precedente era di 13mila e 533,42 metri cubi.

Villa Lieta era stata aperta cinquant’anni fa e la sua chiusura è stata «una scelta obbligata dal punto di vista imprenditoriale». Situata nel cuore di borgo Trento, in via Anzani con ingresso dal lato in fronte alla piazzetta all’incrocio con via Ederle, la casa di cura Villa Lieta è stata aperta nel febbraio del 1959. La struttura privata non convenzionata si è sempre distinta nel panorama della sanità veronese ed in particolare nell’assistenza medica ed infermieristica agli anziani, nelle degenze riabilitative con specifici servizi di riabilitazione fisica. La clinica era nota anche per i reparti di cardiologia, ematologia, medicina interna g! enerale e malattie dell’apparato digerente.

Il suo ultimo direttore sanitario è stato il dottor Oreste Ghidini. Per cinquant’anni la proprietà ha creduto nella sanità, ma ora le difficoltà si sono fatte sentire anche in previsione dell’apertura del vicino nuovo polo chirurgico di borgo Trento. Aveva 17 dipendenti.

Addio a Villa Lieta, ruspe in azione a Borgo Trento.

L’Arena, IL GIORNALE DI VERONA 18/02/2011

DEMOLIZIONE. Lavori in corso in via Anzani.

Al posto dell’ex clinica un edificio di 9 piani con 34 appartamenti.

Ruspe in azione a Villa Lieta. A Borgo Trento è iniziata la demolizione dell’ex clinica di via Anzani. La struttura sanitaria privata è stata a lungo un punto di riferimento non solo nel quartiere di Borgo Trento, ma anche dell’intero panorama cittadino.

Al suo posto sorgerà uno stabile completamente nuovo che avrà la
medesima forma: l’edificio avrà 9 piani con 34 appartamenti, tre uffici e tre piani interrati per i garage.

 

Simulazioni della nuova palazzina

A titolo di documentazione questa e la simulazione della palazzina, di identica cubatura, che vedremo al posto della Clinica.  Negli anni sessanta i condiminii sorgevano adiacenti uno all’altro, senza spazi per sia  piccoli giardini.  Sarebbe stato bello che la cubatura fosse inferiore per non riperete gli errori degli anni del boom.

 

 

Borgo Trento, s’abbatte un’altra clinica.

L’Arena, IL GIORNALE DI VERONA 03/11/2010

IL PIANO. La commissione edilizia comunale dà il via libera alla riconversione dell’isolato.
Il centro di lungadige Campagnola si trasferisce a San Massimo Nella stessa area un complesso di quattro piani con 28 appartamenti.

Una palazzina di quattro piani con appartamenti e uffici al posto della clinica Città di Verona, sinora sita in lungadige Campagnola, ma in procinto di spostare la propria attività nella nuova sede di via
Anselmi, a San Massimo.

A fine mese, infatti, gli anziani attualmente ospitati nel centro sanitario e di servizi situato fra il ponte della Vittoria e quello di Castelvecchio verranno trasferite nello stabile della frazione.

IL PROGETTO del nuovo edificio è già stato approvato dalla commissione edilizia comunale. In pratica, si costruirà una palazzina nel medesimo spazio di quello della clinica, conservando la forma a lettera «Y» dell’attuale fabbricato, fatta eccezione per alcune piccole parti che saranno demolite, ma non ricostruite.

L’obiettivo è infatti quel! lo di rendere il più possibile conforme la nuova costruzione a quella attuale. Come fa notare l’assessore all’edilizia privata, Alessandro Montagna, il progetto recepisce nelle parti che danno su lungadige Campagnola le prescrizioni contenute nel decreto di vincolo monumentale del 1966, derivanti dalla fatto che vicino c’è Castelvecchio.

Il nuovo complesso abitativo, quindi, non supererà in altezza i 15 metri e 30 centimetri. Il volume di edificazione del nuovo progetto scende quindi di circa 2.000 metri cubi rispetto a oggi, cioè da 25.444 metri cubi a 23.295.

IL FUTURO EDIFICIO sarà composto da quattro piani fuori terra, più un sottotetto abitato, e comprenderà 28 appartamenti medio-grandi e tre blocchi di locali per uffici, al piano terra. Verranno inoltre costruiti tre piani interrati per garage e cantine.

Al terzo piano interrato le autorimesse saranno 51, al secondo 53 e al primo 51.

Si lavorerà anche negli spazi esterni alla palazzina. Saranno ridisegnati i pavimenti e le aree! verdi. Saranno sostituiti anche gli alberi ad alto fusto, con nuove piantumazioni. In questa zona verrà inserita anche una nuova palazzina interrata. Il tetto sul lato sud dell’edificio verrà coperto con pannelli solari.

SI TRASFERISCE fuori città, quindi, un centro sanitario e di servizi per anziani e, come sottolinea ancora l’assessore Montagna, «verrà recuperato un importante spazio adiacente al quartiere di Borgo Trento, con un complesso di abitazioni che però non avrà un impatto particolare sulla zona perché la volumetria si ridurrà rispetto a quella attuale».

Inoltre, conclude l’assessore, «l’impatto delle automobili sarà molto attenutato visto che il progetto prevede oltre 150 garage interrati. Siamo convinti quindi che questo progetto vada nella giusta direzione».

La clinica Città di Verona lascia il posto alle case.

L’Arena, IL GIORNALE DI VERONA 28/09/2011

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Dopo la Chierego-Perbellini e Villa Lieta, sparisce un altro centro, già trasferito a San Massimo.

La Città di Verona lascia il posto a 30 case di pregio Montagna: «Via un pino? Ne pianteranno di nuovi».

Si demolisce la vecchia clinica Città di Verona, in lungadige Campagnola, vicino al ponte di Castelvecchio. Le ruspe sono già al
lavoro. Al suo posto sorgerà un complesso di 30 abitazioni di pregio, con 150 garage seminterrati, che conserverà la stessa struttura a forma di «Y» dell’attuale fabbricato, tranne alcune parti che verranno demolite ma non ricostruite.

Così fanno tre case di cura, in Borgo Trento, abbattute negli ultimi anni. Dopo la Chierego-Perbellini, in via San Leonardo, dove sono sorti case, uffici e studi medici, e di recente Villa Lieta, in via Anzani, dove si sta costruendo un edificio di nove piani, con 34 appartamenti, tre uffici e tre piani interrati per i garage, ecco il turno della Città di Verona. In quest’ultimo caso però l’attività del centro sanitario e di servizi per anziani è stata mantenuta e trasferita a San Massimo, in via Anselmi.

Il futuro edificio di Borgo Trento, che verrà costruito dalla società Campagnola 5, non supererà i 15 metri e 30 centimetri. La cubatura si ridurrà però dai 27mila metri cubi attuali ai 23mila dell’edificio, che avrà quattro piani fuori terra più un sottotetto abitato. I 30 appartamenti andranno dai 150 ai 280 metri quadrati ciascuno, costruiti con moderni criteri di risparmio energetico. Ci saranno poi tre blocchi di locali per uffici, al piano terra. Tre i piani interrati per garage e cantine. Al terzo piano interrato le autorimesse saranno 51, al secondo 53 e al primo 51. All’esterno dell’immobile saranno poi ridisegnati i pavimenti e le zone verdi. Qui sorgerà una nuova palazzina interrata, il cui tetto, nel lato sud, verrà coperto con pannelli solari.

C’è chi ha già protestato, all’avvio delle demolizioni, per l’abbattimento di uno storico pino nel parco dell’ex clinica. L’abbattimento di quell’albero è stato autorizzato dalla Sovrintendenza e dalla Forestale», dice l’assessore all’edilizia privata Alessandro Montagna, presente alle demolizioni, «e comunque la riqualificazione prevede nuove piantumazioni di alberi in tutta il parco. Con questa riconversione verrà recuperato un importante spazio di Borgo Trento», aggiunge Montagna, «con un progetto che, per la parte verso lungadige Campagnola, recepisce le prescrizioni contenute nel decreto di vincolo monumentale del 1966, derivanti dal fatto che lì vicino c’è Castelvecchio».

La nuova palazzina in simulazione