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Per ben 43 anni, dal 1959 al 2002, la vita della parrocchia di San Pietro Apostolo coincide con quella del proprio parroco, don Egidio.
Don Egidio Antoniazzi nacque a Ronco all’Adige il 24/8/27, e fu ordinato sacerdote il’8/7/51.
Nel 59 ricevette la nomina a San Pietro Apostolo prima come economo e poi come parroco l’anno seguente.
A 32 anni, giovane parroco di una parrocchia tutta da costruire, confessa di avere nutrito sulle prime qualche dubbio di essere la persona adatta: Borgo Trento questo nuovo grosso quartiere un po’ lo intimoriva, ma poi, superata ogni titubanza, cominciò con fede a bussare alle porte, rivolgendosi innanzi tutto ai giovani. Una sorpresa lo confortò: i giovani rispondevano alla sua chiamata con entusiasmo, e, diventando a loro volta,  apostoli ed animatori, attiravano altri giovani, allargando continuamente gli spazi delle loro attività apostoliche.
Nel contempo c’era da superare anche qualche difficoltà logistica: in attesa della costruzione della chiesa, la comunità continuava a raccogliersi, per celebrare l’eucaristia nella cappella delle Suore spagnola; invece battesimi funerali e matrimoni erano celebrati a S.Giorgio.
La catechesi per giovani e adolescenti si teneva in un ex negozio di Via Arsenale oggi via Todeschini.
La nuova comunità
IL parroco di primo acchito era stato tentato di accentrare su di se la conduzione delle attività, ma quasi subito avvenne un decisivo cambiamento: egli si convinse di accordare ai giovani collaboratori una crescente fiducia e autonomia e la comunità cominciò a mostrare caratteristiche decisamente innovative. Don Egidio profondamente convinto che ognuno di noi sia portatore di doni interiori, andava alla ricerca di questi tesori nascosti e con il suo calore e la forza di convinzione, incoraggiava le persone a prendere coscienza dei propri carismi e a metterli a disposizione della comunità.
Come appare in questa cronologia nascono ben 16 gruppi diversi. È un fervore di attività sempre rivolta agli ultimi e agli emarginati.
Si organizzano, intorno agli anni 80, manifestazioni aperte a tutte le comunità per favorire lo spirito di confronto e incontro, quali le Giornate Parrocchiali e la festa del Patrono, vivacissime espressioni comunitarie sostenute e animate da giovani e adulti.
La Comunità dei giovani
Anche se all’inizio non esisteva spirito parrocchiale, essendo la comunità suddivisa tra S.Eufemia  e san Giorgio, chi rispose negli anni 60 fu la gioventù.
Come don Egidio stesso racconta in queste video-iterviste i giovani erano veramente tanti ed era un momento di grande fervore e nuove speranze ( Kennedy, Papa Giovanni XXIII).
Fu così che nell’estate del 64 nacque la “Comunità giovani” costituita da 150-200 ragazzi che impiegavano con gioia il loro tempo con i malati psichici, con gli handicappati, per la san Vincenzo giovanile, per il villaggio dall’Oca e così via. Per cementare le amicizie e lo spirito di appartenenza nacque l’idea dei campi estivi e invernali da cui i giovani tornavano ancora più motivati nell’impegno individuale e comunitario.

Questo era don Egidio e il suo principio ispiratore