Immagine dell’Arsenale dal ponte della Vittoria, foto 1929.


L’arsenale Francesco Giuseppe I, voluto dal feldmaresciallo Radetzky, è l’arsenale austriaco di Verona. La costruzione, su progetto del maggiore Conrad Petrasch, iniziò nel 1854, e fu conclusa nel 1861. Il complesso è composto da nove edifici e spazio verde per un totale di 6,90 Ha.
Conservazione della struttura

Negli anni cinquanta, per completare  viale della Repubblica come previsto nel piano urbanistico di Borgo Trento, è stato demolito l’intero angolo nord-orientale del muro di recinzione, con la torre di guardia.
L’arsenale, mantenuto dall’Esercito fino al 1996, si trovava nel complesso in discrete condizioni di manutenzione; oggi, di proprietà del Comune di Verona, si presenta in preoccupanti condizioni di degrado. Attualmente il Padiglione del Comando e un edificio della corte orientale sono in parte utilizzati per mostre periodiche. Un edificio della corte occidentale è stato assegnato ai Vigili Urbani.  L’edificio in parte abbattuto,  verso piazzale Cadorna,  è stato dato dal Comune alla Curia ed è sorta la Chiesa di S. Francesco (arch Libero Cecchini). I capannoni della parte orientale sono utilizzati come parcheggio.

Nel 1957 il PRG prevedeva di trasformare l’Arsenale il Parco Urbano con alti palazzi panoramici a sud di viale della Repubblica e lungo l’attuale via Capellini. Nei primi anni cinquanta la cessione del complesso militare al Comune sembra imminente. Le evidenti potenzialità di queste aree stimolano ampie visioni urbane sulle pagine del “l’Arena”(6 Novembre 1953). Il pubblicista Luigi Gabriello Polinnio nel 1953 immagina una grande piazza verde di forma elissoidale, sul tipo del padovano Prato della Valle (articolo), racchiusa da un improbabile quanto scenografico canale. Polinnio propone una visione monumentale, anzi magniloquente: un “Foro Bonaparte” alla veronese, autosufficiente e dotato di tutti i servizi, chiesa, alberghi,bar, edifici pubblici. Il tutto coronato dall’Arco dei Gavi che avrebbe dovuto essere traslato oltre Adige in funzione prospettica, sull’asse virtuale del ponte Saligero, da poco ricostruito

Dal Luglio 2013 il FAI svolge un’azione di monitoraggio sull’evoluzione di un eventuale iter approvativo di progetto per la valorizzazione e riqualificazione dell’area. –