Pensieri e parole di Bruno: il Molin delle Asse

“Cesiol”

 

 

 

 

 

 

 

 

La foto del “Molin de le Asse” è stata presa nella parte retrostante l’ingresso dell’osteria di Via Cesiolo. Detta toponimia deriva dalla voce dialettale “cesiol”, cioè chiesetta. Tal edificio, sconsacrato è ancora visibile presso il portone d’ingresso dell’Istituto delle Suore Missionarie – Pie Madri della Nigrizia e più precisamente a monte di Via Cesiolo – angolo Via Monte Ortigara.

Il luogo dove sorgeva il vetusto stabile del famoso molino (attivato dal Lorì) era quasi del tutto isolato. Oltre la nostra vecchia scuola Elementare   Antonio Provolo, vi erano pochissimi caseggiati. C’era anche un grande prato adiacente a via Nervesa, (non ancora ultimata) che da Via Cesiolo arrivava fino in Via Mameli, dove spesso andavamo a giocare al pallone.

Negli anni cinquanta, alla sera d’estate, con gli amici, a volte, ci fermavamo a cena presso l’osteria – trattoria. Si saliva, dal locale di mescita e per una scala alquanto instabile e si arrivava nel sovrastante cortile ricavato dopo aver spianato il terreno nella parte più bassa della collina.

Dopo aver messo qualche cosa sotto i denti, si poteva giocare a bocce, sotto il severo sguardo della ruota del molino spinta dalle acque del Lorì di Avesa raccolta in un canale di tavole dilegno (le asse).

La popolare balera, (la discoteca … non era ancora stata inventata), era sorta dopo l’ultimo conflitto, era frequentatissima da giovani e meno giovani appartenenti a un ceto medio. Mentre la balera “al Ragno” dislocata sui bastioni, nei pressi di Ponte Garibaldi era frequentata da persone… più chic.

balera al grillo muòin dalle asse

Da rilevare che la popolazione era da poco uscita dal buio tenebroso della guerra e tanta era la voglia di divertirci. Alle 21, d’estate, l’orchestra iniziava la serata e i ballerini allegramente si sfogavano, sotto uno sfolgorio di luci colorate, sotto il gigantesco ombrello di enormi platani.

BRUNO

1 Molin delle asse 

2 seguito

QUI qualche notizia sul Lorì