Nel 1958 il quartiere si era tanto popolato da avere bisogno di una chiesa propria e di una Parrocchia.

Il vescovo Mons. Carraro diede l’assenso, fu indetto quindi un concorso cui parteciparono 12 progettisti e tra questi fu scelto il progetto dell’arch. Bruno Milotti in collaborazione con l’arch. Luigi Rosa, che sembro il più consono alle indicazioni di Mons. Marini, allora docente di arte sacra al Seminario:

· Chiesa sopraelevata e slanciata in altezza per non sfigurare accanto ai nuovi palazzi

· Unica grande navata

· Solenne gradinata di accesso e ampio sagrato

· Battistero a lato della facciata in modo che ogni cristiano entrando in chiesa riviva la grazia del suo Battesimo

Il 27 Giugno del 1959, sul terreno donato dalla contessa Acquarone, il vescovo benedisse la prima pietra e il 29 aprile del 61 la chiesa, ancorché grezza a e priva della gradinata, fu consacrata e aperta al culto. (fino a quel momento il quartiere aveva usufruito di S. Giorgio in Braida e della chiesa dell’Ospedale.)

Ebbe il titolo di S. Pietro Apostolo perche veniva a essere l’erede di S. Pietro in Monastero (san Peretto) in Via Garibaldi che doveva essere chiusa. Inoltre doveva essere la memoria di San Pietro in Castello, la chiesa che aveva dominato dall’alto del suo colle, per circa 13 secoli, la città. Tale chiesa nel 1801 era stata seriamente danneggiata dai Francesi in fuga e venne abbattuta nel 1830 dagli Austriaci che costruirono al suo posto, l’attuale Caserma Fortilizio. L’antica statua che raffigurava l’Apostolo Pietro, fu trasferita nella cripta di S. Stefano dove ancora si trova.

Don Egidio Antoniazzi fu nominato economo e un anno dopo parroco della nuova chiesa.

.

L’Arena del 24 Giugno 1959

1° articolo
2° articolo

.

Embrione della nuova comunità

Per l’assistenza religiosa di questo nuovo popoloso quartiere, la Curia aveva incaricato i preti della parroccia di S. Giorgio, don Flavio Sorio e don Giovanni Bovolon, di celebrare l’Eucaristia festiva presso la cappella delle Religiose dell’Istituto de Vedruna (le cosiddette suore spagnole)

Tuti alla festa in te la capeleta

de le Spagnole su per la scaleta

Girando dal girdin drio da un canton

Se andava par la Messa e la funsiòn

[…]

Come fonghi nasseva i condomini

e la capeleta de via Calatafimi

la festa de gente la sciopava.

Par tuto il Borgo più non la bastava

Paolo Avesani