La Madonnina di Viale della Repubblica

In Viale della Repubblica,  tra 32 e 34,  non c’è un grande condominio bensì un piccolo giardino di palme, ben curato che ti invita ad entrare. Per chi abita in zona il luogo è storia, ma è  una sorpresa per chi ci passa di lì per caso.

Il giardino nasconde un angolo di pace, una piccola grotta costruita a modello di quella di Lourdes.
Ora è una  bianca costruzione  che evoca qualcosa di orientale (vuole ricordare la casa di Maria), ma è nata molti anni fa dalla devozione di Giovanni Bertani per la Madonna.

La famigli Bertani coltivava un terreno a mezzadria  di fronte alla torretta dell’Adige e Giovanni, primo di cinque figli, sin da bambino desiderava che in campagna ci fosso un richiamo ed invito alla preghiera.
Allestisce così una piccola nicchia ove pone l’immagine di una  Madonnina che col passare degli anni e per la devozione dei fedeli, diviene una modesta grotta, inaugurata e benedetta il 6 maggio 1936.

Giovanni che molti chiamavano “Giovanni della Madonnina”, ne coltiva con passione  il giardino con ogni sorta di fiori e da maggio ad ottobre la gente vi recita il Rosario.
Dal 69 all’86 Giovanni tiene un diario in cui annota giornalmente le visite alla grotta, i fiori messi a dimora, le bollette pagate e le offerte dei fedeli.
Sono 66 quaderni ed ogni pagina inizia con “ Maria con bontà materna guidami, sarò sempre al tuo servizio”

Per molti ormai quel luogo è sacro  e sempre più frequenti sono le devote fiaccolate nel prato circostante, sotto filari di piante e pergole d’uva.

Ma i bombardamenti, sempre più pesanti, arrivano all’Arsenale di Verona e pur essendoci in zona due rifugi antiaerei, qualcuno scava una buca nei pressi della grotta per un riparo di fortuna, con tanta fede nella protezione della Madonna. Forse è nato allora il voto di far erigere una piccola Grotta di Lourdes.

Alla fine della guerra, quando i tedeschi fecero saltare i ponti, per lo spostamento d’aria la piccola grotta crollò, ma le statue, pur essendo di gesso,  non subirono alcun danno, così come rimasero incolumi tutti gli abitanti della zona.
Appare così  nella  grotta la targa che recita“L’ultima guerra qui con più di 5.000 bombe distruzione seminò. La popolazione di Campagnola nell’angoscia la Madonna invocò e a Lei con promessa un ricordo votò. Da tremenda strage Maria tutti salvò. Come testimonianza questa grotta riconoscente a lei dedicò”. 1940-45

Con le offerte dei fedeli la grotta fu ricostruita in pochi tempo ma la buona gente che sempre più frequenta quell’oasi, suggerisce l’acquisto di statue in marmo di Carrara.
La grotta viene  benedetta nuovamente  nel maggio 46, con le nuove bianche statue.

Ma le esigenze della crescita della città e del nascere di grandi abitazioni, provoca nuovi cambiamenti per la piccola grotta che viene spostata ancora una volta nel sito in cui si trova ora.
Nuovamente le offerte sono numerose e il 7 Novembre  1946  la grotta è benedetta dal Parroco di S. Giovanni in Braida.

Giovanni della Madonnina che non ha mai lasciato il suo impegno nel mantenere al meglio il luogo sacro è ora coadiuvato da alcuni volontari fino alla sua scomparsa il 28 Maggio 1990 e detti volontari hanno proseguito nella cura del sito.

Ricordo quel mistico spazio sin da quando da piccola ero solita andare con mia mamma ad accendere una candelina o dire una preghiera.  Era ancora campagna e nelle sere d’estate eravamo in molti a giocare a rialto o a  nascondino, mentre parecchi adulti recitavano il rosario nella  cappella.
Allora il luogo sembrava meno piccolo poiché niente lo sovrastava.
Ha comunque conservato il suo fascino e  credo che Madonna abbia conosciuto tutti i bambini del borgo , i miei compresi, richiamati dal luogo inusuale e dalla gioiosa consuetudine di accendere la candelina con il soldino pronto in mano.
Mi capita ancora di entrare e trovo sempre qualcuno raccolto in preghiera: quanti gente ha visto passare quella grotta e spero che ancora molta ne vedrà!
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Considerazioni di chi ha vissuto la vecchia Campagnola