Mercoledì 8 giugno 2016

(per Giancarlo da Patrizia)

a cura della professoressa Patrizia Rossari

Quando la nostra associazione è nata (10 anni fa) qualche “uomo” ha iniziato a frequentare i nostri incontri ma, spaventato da una preponderante presenza di donne, non si è più presentato.

Il nostro amico Giancarlo ci è sempre rimasto fedele e piano piano è entrato nel cuore di tutti i soci con la sua simpatia e le sue amate poesie in dialetto veronese.

La prof. Rossari ha voluto ricordarlo attraverso le poesie che amava di più. Strano a dirsi, un uomo così esuberante e pieno di vita, amava Leopardi.

“IL CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL’ASIA”

“Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?” Che emozione questi versi ascoltati in silenzio!

Ma ecco il sorriso: Patrizia Rossari ci ha raccontato di quella volta che il suocero( Giancarlo) l’ha fermata per strada non ricordando alcuni versi della poesia “L’INFINITO”. Tra lo stupore e il divertimento dei passanti, si sono messi a declamare a voce alta l’intera poesia “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, e questa siepe…”

Noi dell’associazione ricordiamo di Giancarlo soprattutto la sua passione per i nostri due grandi poeti dialettali: Berto Barbarani e Tolo da Re.

La poesia “L’ADESE” era il suo cavallo di battaglia e con gioia l’abbiamo riascoltata. Quanta invidia suscitava in noi la sua memoria prodigiosa di ultranovantenne.

E poi spazio a tanti ricordi… quando intonava “Va pensiero” e riusciva a far cantare tutti, quando leggeva i numeri della tombola facendo simpatici abbinamenti, quando con il suo vocione gridava “Silenzio!” ……

Anche la nuora, con tanta simpatia e tenerezza, ha raccontato episodi personali della sua vita con un suocero davvero speciale.

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Testimonianza delle colleghe d’ufficio
Carissimo sig. Rossari,
noi, “le butele dell’Ufficio” come lei tanto carinamente ci chiamava, vogliono pubblicamente ringraziarla.
Nei lontani anni 60 eravamo tutte delle giovani ragazze all’inizio del nostro percorso lavorativo e molto inesperte, ma abbiamo troveto in lei un maestro, non solo professionale, ma anche e soprattutto un esempio di onestà mentale, comportamentale e di grande nobiltà d’animo.
Poi gli anni e i vari pensionamenti ci hanno fisicamente allontanato, ma lei è sempre stato presente nella nostra vita privata, partecipando sentitamente alle gioie e ai dolori di ciascuna di noi.
Grazie sig. Rossari, vero maestro di vita; la ricorderemo sempre e con tanto affetto.
Con gratitudine la salutano “le so butele dell’ufficio”

p.s. Giancarlo ha lavorato per 40 anni all’Ufficio tributi del Comune.

L’Arena di Verona  21/15/14 Giancarlo a 97 anni canta ancora nel coro