Fondatrice della casa di carità S. Vincenzo

“Visse e morì con gioia”, volle che si scrivesse di lei.

Nacque a Verona il 28 febbraio 1909; sposò l’ Avvocato Aurelio Clementi con il quale visse e abitò fino alla morte, nel 2005,  in Borgo Trento, prima in via Carlo Ederle e poi in via Anzani.
Ebbe sei figli che trovarono sempre in lei un sicuro punto di riferimento.  La famiglia rimase il centro della sua vita. Coinvolse il marito e i figli nelle sue numerose iniziative riuscendo a contemperare i suoi impegni caritatevoli e culturali con quelli familiari.
Il vivissimo senso della famiglia la tenne legata con i fratelli Giuseppe, Emilio, Alberto e Cherubino e con i loro figli; li radunava tutti per il pranzo di Natale e di Pasqua e le vacanze erano organizzate e trascorse quasi sempre insieme. Costituì il centro vivo e sereno di tutta la grande famiglia.
Il lavoro del marito, dirigente  della Cassa di Risparmio, le consentiva una vita decorosa, non certo ricca e le permetteva di dedicarsi alla casa, al marito, ai figli e alle numerose attività caritatevoli, religiose e culturali. Le sue amicizie erano legate alle varie iniziative: la signora Mary Bottagisio, la signora Maria Buffatti, la signora  Ada de Bosio, particolarmente vicine.
Abitante di Borgo Trento ma con l’ occhio e lo spirito sempre puntati in Alto e al Mondo: mente aperta e illuminata, vigile e attiva nel concreto, sempre dentro alla legge dell’ amore cristiano.. vissuta come fede di prospettiva fattibile, in progresso, attenta al quotidiano nella dimensione del trascendente.

Dalla famiglia di origine ebbe esempi reali e precisi di vivo impegno sociale e spirituale e alla famiglia sua e degli altri si dedicò con generosità operosa e ardente: nessuna ideologia, ma fervorosa “ allegrezza” di fare il Bene, vivendolo come il privilegio di un dono, quello del saper cogliere e coltivare, con raffinato intuito nelle persone più diverse, le potenzialità per realizzare progetti che portassero a compimento la dignità dell’ individuo.

E’ nell’ immediato dopoguerra che l’ azione di Maria Trabucchi e delle amiche che condividevano la sua passione per l’ altro si fa concreta:
–    dal 1935 è attiva con le “ Visitatrici Ospedaliere” in Ospedale e in Carcere ( appoggiata dal      Ministro Gonella)
–    luglio 1946 è nominata Consigliera dell’ ECA
–    1946 conosce mamma Silvia e il suo progetto di aiutare giovani in difficoltà e per un certo periodo opera con lei nella casa di via Provolo
–    Con altre figure femminili (Maria Bottagisio, Maria Marchi,Emilia Uberti, Giovanna Biasi, Matilde valerio, Giusi Dalle Ore, Maria Buffatti, Remit Ravignani, Ada de Bosio) fonda il CIF ( Centri Italiano Femminile), l’ ANDE  (Associazione Italiana Donne Elettrici) e il gruppo di lettura “ Venerabile Maria Cristina “
–    1946 Stazione Ferroviaria di Verona, assistenza ai reduci di guerra
–    Dal 1948 con Irene de Stefani e Marina Bortolani  promuove e realizza su terreno del Vescovo  in via Prato Santo la “ Casa della Carità”centro di accoglienza ed assistenza con le “ Dame della Carità” che ,divenute “ Gruppi di Volonariato Vincenziano” vi operano tuttora
–    Nel 1955 con Maria Buffatti e Maria Bottagisio fonda La Casa “ Salviamo il Fanciullo” ad Arbizzano, per bambini orfani di guerra
–    Dal 1948 al 1968 acquista in prima persona una casa – sarà poi “Casa Pax”- per ospitare le ragazze-madri, che già seguiva individualmente : il problema era molto forte perché a quell’ epoca le famiglie rifiutavano maternità che giudicavano non gradite, mentre Maria Trabucchi desiderava offrire ospitalità e assistenza in un ambiente protetto, comunitario e famigliare ai bambini e alle madri per le quali pensava al loro futuro personale ( studio – lavoro – matrimonio)
–    Catechista a s. Pietro Apostolo
–    1980 diviene Responsabile Regionale dei Gruppi di Volontariato Vincenziano
–    Nel 1974 partecipa alla Consulta delle Associazioni Femminili
–    All’ inizio degli anni 90, ricevuta una donazione da due sorelle veronesi perché desse un rifugio a chi dormiva per strada, realizza, in buona parte attraverso i suoi sacrifici economici, organizza e dirige un dormitorio con 16 posti letto, in via Villa presso l’Istituto dei Padri Lazzaristi
–    Intorno al 1991 ottiene dal Comune, in comodato,due appartamenti da destinare ad alloggio per persone senza fissa dimora
–    Nel 1990 in due appartamenti ospita studenti stranieri, nullatenenti, capaci e meritevoli, per garantire loro vitto, alloggio, vita comunitaria e quanto serve per il conseguimento della laurea, con un dialogo costante di promozione della persona.  In mezzo a tanti sacrifici, molte sono state le soddisfazioni con il conseguimento di un serie di lauree in Medicina e altre facoltà.
–    Nel 1993 favorisce la nascita del CESAIM – “Centro Salute Immigrati”
–    Gli anni ‘ 90/2005 sono sempre stati animati da disponibilità, curiosità, attenzione quotidiana alle problematiche dei giovani.

E’ sempre stata punto di riferimento per persone bisognose non sono economicamente; ha dati isuoi consigli a tutti coloro che si rivolgevano a lei:
il suo operare è stato caratterizzato non solo da una fede religiosa senza incertezze, ma anche da una assoluta fiducia negli altri, che aiutava senza alcuna riserva.