Calcestruzzo consumato e ferro arrugginito sotto ponte Nuovo

SICUREZZA. L’analisi dell’esperto sullo stato di alcuni cavalcavia in città
Fasanotto, ingegnere civile: «Serve predisporre un piano di manutenzione per evitare troppi danni Il ferro arrugginito? Da qui parte il deterioramento»
Il calcestruzzo deteriorato, i ferri ormai in evidenza che si arrugginiscono sempre più velocemente. È così che appare Ponte Nuovo agli occhi di chi vi passa sotto, trasportato dalle acque dell’Adige. E questa diversa prospettiva apre interrogativi che preoccupano, in particolare dopo quanto avvenuto il 14 agosto scorso a Genova con il crollo di Ponte Morandi.Ma la situazione di Ponte Nuovo, posto a collegamento tra via Nizza e piazza San Tomaso, è davvero così critica? Da cosa si può capire se il degrado è solo iniziale o una struttura è davvero pericolante?Lo abbiamo chiesto ad Alberto Fasanotto, ingegnere civile strutturista, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri di Verona. «Il ponte si trova in una situazione di degrado evidente, ma per stabilire il livello di stabilità è necessario effettuare prove sui materiali e verifiche strutturali», sostiene Fasanotto. «Di certo, se si fosse intervenuti in passato, non si sarebbe arrivati a questo punto e le spese da sostenere sarebbero state significativamente inferiori». Lo stato di decadimento di Ponte Nuovo, infatti, è noto già da tempo, al punto che tra le priorità di Palazzo Barbieri in materia di lavori pubblici c’è proprio questa ristrutturazione. Il costo previsto è di 3 milioni di euro.«È importante tenere presente che i ponti sono strutture soggette agli agenti atmosferici e quindi possono avere maggiore possibilità di essere aggrediti da fattori di deterioramento. Qualora non ci sia una continua azione di monitoraggio potrebbero innescarsi situazioni in cui lo stato di conservazione dei materiali potrebbe determinare situazioni critiche per la sicurezza», osserva Fasanotto. «A Verona ci sono certamente strutture da tenere sotto controllo. Per questo sarebbe necessario predisporre un Piano di manutenzione e accantonare risorse per intervenire prima che il degrado sia eccessivo e richieda spese ingenti».Tra i cavalcavia da monitorare, c’è quello di viale del Lavoro, che sovrasta la rotonda che porta verso stradone Santa Lucia. «Qui si nota un inizio di degrado», sottolinea Fasanotto. «Sarebbe opportuno intervenire subito per mantenere in perfetta efficienza questa struttura, datata intorno agli anni ’60-’65».Altri sovrappassi sorvegliati speciali sono quelli dell’A22 del Brennero. È sufficiente imboccare l’autostrada in direzione Modena per intercettare tre-quattro cantieri per la costruzione di nuovi cavalcavia, con un duplice intento: da un lato, procedere all’ampliamento dell’autostrada con una terza corsia, dall’altro sostituire questi sovrappassi ormai datati. «Su queste strutture già da tempo erano stato vietato il transito di carichi eccezionali», conclude Fasanotto.«L’A22 del Brennero ha quindi deciso di intervenire, sostituendo questi ponti alla fine di una vita utile, durata oltre 50 anni».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 28/08/2018

Note: Manuela Trevisan