L'imponente ingresso del Cimitero Monumentale. Venne costruito nel XIX secolo

L’ITINERARIO. Il camposanto principale sorse agli inizi dell’800, dopo i decreti napoleonici, e venne progettato dall’architetto-ingegnere municipale Bruno Barbieri.
Il Cimitero Monumentale conserva statue, opere e la memoria dei veronesi illustri: un insolito percorso da scoprire
Il museo che non ti aspetti, ricco di storia e di storie, itinerario della memoria di singoli e della collettività. È il Cimitero Monumentale che già con la sua fondazione, agli inizi del 1800, rappresenta il primo atto di espansione urbanistica della città. Iniziamo oggi un viaggio a tappe in questo luogo che i veronesi frequentano per la maggior parte nei giorni della commemorazione dei defunti, a primi di novembre, ma che, in realtà, è uno scrigno d’arte straordinario, che contiene, tanto per citare un dato, l’80 per cento di tutte le statue all’aperto della città.IL MONUMENTALE di Verona fa parte dell’Asce, l’Association of significant cemeteries in Europe, una rete europea, composta di realtà pubbliche e private, che si occupano dei cimiteri come beni culturali, valorizzandone l’importanza storica e artistica. Lo scopo dell’Associazione è la cooperazione nell’opera di promozione, protezione, restauro e manutenzione dei cimiteri. Per questo l’Associazione cerca di scambiare e condividere le migliori esperienze, elaborare progetti comuni, favorire l’adozione delle nuove tecnologie, sensibilizzare i media e l’editoria turistica.TUTTO HA INIZIO con l’editto napoleonico di Saint Cloud emanato nel 1804 a Parigi ed esteso all’Italia nel 1806, con il quale veniva stabilito lo spostamento delle sepolture al di fuori dei centri abitati. L’intento era duplice: evitare di continuare a stipare i corpi dei defunti nelle chiese e la conseguente diffusione di olezzi e malattie e, in nome del principio illuministico dell’eguaglianza sociale, fare tombe tutte uguali. Ma personaggi famosi e famiglie illustri ebbero comunque in concessione dei terreni su cui costruire il loro sepolcro con monumento commemorativo annesso. A Verona occorsero due decenni per individuare ed acquisire l’area poco fuori le mura nella zona dell’attuale via Torbido. A disegnare il progetto fu l’architetto-ingegnere municipale Giuseppe Barbieri (1777-1838) e già nell’aprile del 1828, con il cantiere ancora in funzione, iniziarono le prime sepolture.L’IMPIANTO ideato dall’architetto Barbieri è un grande recinto quadrato in forma di ambulacro colonnato i cui punti mediani di ciascun lato sono contraddistinti da una particolare struttura architettonica: l’ingresso, la chiesa, il sepolcreto dedicato ai veronesi illustri e un analogo edificio per i concittadini benefattori, meglio noti come Pantheon, l’Ingenio Claris e il Beneficis in Patriam. Negli anni Trenta nella zona est si avvia la costruzione di piccole cappelle famigliari che formeranno il Cimitero giardino mentre al centro del recinto novecentesco si costruisce il Tempio Ossario per i militari morti della Grande Guerra.LE OPERE DI SCULTURA al Monumentale cominciano a comparire nel 1838, data del primo progetto per una tomba di famiglia, quella degli Emilei, firmato dall’architetto Francesco Ronzani ed eseguito dallo scultore veronese Innocenzo Fraccaroli. La costruzione del Monumentale si rivelerà una grande occasione per gli artisti, veronesi e non, per realizzare le loro creazioni, ma anche un’opportunità per farsi conoscere ed essere chiamati ad operare altrove. Tra i più famosi c’è Ugo Zannoni, il cui nome è legato alla celebre statua di Dante Alighieri in piazza dei Signori, ma che merita di essere conosciuto anche per le sue splendide statue e gruppi funebri scolpiti per una serie di tombe di famiglia al Monumentale. Le sue statue andarono alle Esposizioni universali dove spopolavano i suoi bambini scolpiti acquistati anche da Sarah Berhardt. (1-continua)

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 27/01/2019

Note: Elena Cardinali - foto Marchiori