NOTA METEO. Il temporale si è caricato sul Garda e nell’ora più calda ha «incrociato» la supercella
Quinta bomba d’acqua con vento a cento all’ora
Raffiche micidiali, scenario da «The day after» in soli 15 minuti Caduti 30 millimetri di pioggia, quantità rara anche per i monsoni
Alessandro Azzoni
Via Cappello è un torrente che trascina sedie e tavolini dei bar

Lo scenario, dopo mezz’ora d’inferno, è quasi da The day after. È come se la città avesse conosciuto per un quarto d’ora la forza di un uragano. Non tanto per la pioggia caduta, quanto per l’intensità del vento e per la quantità della grandine. Un evento di quelli da ricordare, insomma, anche se all’interno di un’estate che a Verona ha già visto altre quattro «bombe» d’acqua devastanti e transitate chirurgicamente quasi esclusivamente sulla città e sulle immediate vicinanze.È andata così anche ieri, al punto che già cinque chilometri a sud del centro di Verona non è praticamente caduta una goccia d’acqua. Come all’aeroporto, a Castel d’Azzano o a Santa Maria di Zevio, dove la vista di un’imponente nube a mensola a nord faceva presagire quello che di lì a poco sarebbe accaduto sulla città e in generale sulla zona pedemontana dalla bassa Valpolicella fino a Soave. La dinamica dell’accaduto è praticamente un «copia-incolla» degli episodi temporaleschi delle ultime settimane. Il temporale arriva del bresciano, nemmeno troppo violento, transita sul Garda, si arricchisce di vapore e quindi si amplifica andando ad intercettare aria più fredda in quota in arrivo in Valpadana dalla bassa Val d’Adige.La miccia temporalesca trova qui il carburante ideale, l’aria calda e umida, sviluppando una supercella a ridosso dei Lessini che sfila sulla pedemontana veronese dalla Valpolicella verso il Vicentino. Colpendo per altro Verona al cuore, posta com’è sul del sentiero della supercella. La potenza del temporale è stata amplificata dall’ora nella quale si è presentato, praticamente la più calda del giorno (attorno alle 15 la massima aveva toccato i 32,5 gradi). Il suolo surriscaldato ha indubbiamente contribuito a moltiplicare la potenza dei fenomeni. Alle nove di sera gli effetti sarebbero stati senz’altro minori. La massima intensità del temporale pare essersi concentrata fra Parona e il centro storico della città poco dopo le 17. Contrariamente a quanto si è letto sui social, non sono state avvistate trombe d’aria, ovvero quella proboscide scura estesa dalla base del cumulonembo temporalesco fino al suolo. Si è trattato invece del «downburst» o «vento di groppo». Raffiche micidiali che scendono violentemente a terra dal cuore della cella temporalesca che sta rilasciando il suo pesante nucleo di aria fredda al suolo. L’anemometro della centralina meteo di Piazza Brà ha rilevato una raffica di poco meno di 90 chilometri allora ma in più di una centralina di Borgo Trento e Borgo Milano ha superato i 100, una velocità che in città ha dei tempi di ritorno di almeno vent’anni. Ci si è messa anche la grandine, caduta sin dall’inizio con chicchi fino a quattro centimetri di diametro. La pioggia ha fatto il resto, caduta per altro in pochissimi minuti. In un quarto d’ora sono caduti circa 25/30 millimetri d’acqua, ovvero 25/30 litri per metro quadro, una quantità rara anche negli eventi monsonici e quasi indigeribile per qualsiasi tipo di terreno, tanto più asfalto o lastricato (a Verona la media dell’intero agosto è di 75 millimetri).

Tratto da: L'Arena

Data: 24/08/2020