IDEM. Domani alle 21 al Teatro Filarmonico il secondo appuntamento della rassegna con il noto psicanalista

Una riflessione sulla psicologia dell’arte tra Freud Nietzsche e Van Gogh: «Percepiamo il diverso come un pericolo: spesso sa sentire in modo più intenso»

Parlerà di “Anomalie eccelse” Massimo Recalcati, ospite della rassegna “Genio e Follia” organizzata dall’associazione Idem. Domani sera, alle 21, al Teatro Filarmonico, lo psicoanalista proporrà una riflessione sulla psicologia dell’arte di Freud, Nietzsche e Van Gogh: «lo sgomento di capolavori archetipi nel rapporto tra genio e follia, malinconia e destino; l’irriducibile eccentricità che tocca corde universali; lo sradicamento e l’ossessiva spinta verso l’assoluto». Recalcati, cosa significa «anomalia» nel 2018 e chi è da considerarsi «anomalo» al giorno d’oggi? Oggi viviamo in un tempo dove la normalità sembra portare la maschera della trasgressione. E’ più normale avere il corpo tatuato che non averlo. E’ più normale tradire che essere fedeli. E’ più normale rubare che essere onesti. E’ più normale non conoscere il senso di colpa e di vergogna che vivere la costrizione. Siamo nel tempo dove i tabù non esistono più: dove il solo tabù che esiste è quello che non dovremmo più avere alcuna forma di tabù.Ci sono delle differenze tra anomalia e follia? Se sì, quali?Sono storicamente due concetti sovrapposti. Il folle è colui che delira, che, etimologicamente, esce fuori dal solco -lira- della ragione. In questo esso è l’anormale, l’anomalo, cioè colui che devia dalla norma.Il genio nasce sempre dal caos interiore?Il genio non implica necessariamente condurre una vita caotica o dissoluta. Lo scrittore francese Gustave Flaubert, per esempio, viveva come un monaco. Anche un pittore come Vincent Van Gogh che pure ha avuto una vita randagia, ha sempre lavorato seguendo dei ritmi operai. James Joyce si dedicava alla pratica della scrittura con grande meticolosità pur essendo un alcolista. Cosa significa caos interiore? Se significa vita emotiva, ricca, stratificata, intensa, sensibilità rispetto agli eventi del mondo e a quelli della propria anima, si può dire che il genio implichi tutte queste virtù insieme.Perché la società considera chi esce dalle righe un malato di mente? Cos’è la malattia mentale e quando invece è follia-geniale? E come si distinguono?I normali hanno paura degli anormali. Al tempo stesso ne hanno però bisogno. Come farebbero altrimenti a definirsi normali? Lo stesso vale per il puro che ha bisogno dell’esistenza degli impuri per dirsi, appunto, puro. La società dei normali è la società che vive il folle come viviamo lo straniero; come una minaccia, una presenza ostile che potrebbe fare saltare l’ordine stabilito del nostro mondo. Il normale si difende dall’anormale, come lo xenofobo si difende dallo straniero. Ma entrambi non vogliono vedere che il vero anormale, come il vero straniero, non è innanzitutto fuori da noi stessi ma abita invece il nostro essere.Lei ha dichiarato che la psicoanalisi oggi ha una funzione etica sulla collettività. Quale?La psicoanalisi tutela la singolarità della vita umana. Diffida dei numeri, delle statistiche, delle quantificazioni, delle etichette diagnostiche, delle valutazioni standard. Il nostro tempo crede che tutto sia riducibile a cifre. La cifra è divenuta un nuovo idolo che ha dato luogo ad un nuovo feticismo. La psicoanalisi invece è contro gli algoritmi, le generalizzazioni, le procedure anonime che dimenticano la singolarità del soggetto. Noi non dimentichiamo che dietro ai numeri ci sono i volti, i nomi propri, i corpi delle persone.Psicoanalizzi la società italiana del 2018… gode di buona salute?La psicoanalisi è una cosa seria. Per alcuni è davvero l’ultima spiaggia per provare a ripartire.

Tratto da: L'Arena - cultura- pag. 58

Data: 11/11/2018

Note: Serena Marchi - foto Elena Zago