Ricercatori al lavoro per isolare un vaccino e combattere il coronavirus che partito dalla Cina si sta diffondendo in tutto il mondo

Restano «sotto continuo monitoraggio» all’ospedale Spallanzani di Roma perché affetti da coronavirus, i due turisti cinesi che il 23 gennaio avevano pernottato all’hotel Crowne Plaza di via Belgio, a Verona Sud. Il passaggio, nella nostra città, della coppia proveniente da Wuhan, epicentro dell’epidemia, fortunatamente non avrebbe lasciato strascichi. Non si registra, infatti, nessun caso di sospetto contagio e, al momento, non ha accusato alcun sintomo il dipendente dell’albergo che ha avuto contatti con la coppia di turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma. La rassicurazione arriva dal dirigente della Direzione di prevenzione regionale, Francesca Russo.Per fare il punto della situazione, nella mattinata di ieri a Venezia, il presidente della Regione Luca Zaia ha convocato una conferenza stampa, affiancato dall’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, dal direttore generale della sanità veneta Domenico Mantoan e dalla dirigente Francesca Russo. Ad ora in Veneto, è stato riferito a Palazzo Balbi, «si è registrato un solo caso sospetto secondo i parametri sanitari ufficiali, insufficienza respiratoria acuta, tosse, febbre superiore a 38». Si tratta di un cittadino brasiliano che si trovava a Verona proveniente dalla Cina. Il campione analizzato allo Spallanzani di Roma ha dato esito negativo. E tutti negativi, si assicura, sono risultati anche i campioni analizzati di persone che si sono presentate con sintomi lievi, o asintomatiche, dichiarando di aver avuto contatti recenti con la Cina.Tornando alle condizioni dei due turisti infetti passati nella nostra città, l’ultimo bollettino dell’Istituto nazionale malattie infettive di Roma si sottolinea che «la donna, 65 anni, pur mantenendo condizioni cliniche discrete, ha accusato un episodio di nausea e vomito», mentre l’uomo di 66 anni, «è in condizioni stazionarie con un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale e febbre associata a tosse e astenia». Quanto alle venti persone che hanno avuto contatti con la coppia, si dice che «sono in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni». Al punto stampa in laguna sulla situazione legata al coronavirus cinese, hanno presenziato anche numerosi direttori generali delle Ulss venete. In apertura, Zaia si è messo in contatto telefonico con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nominato commissario per l’emergenza coronavirus, ribadendo la «totale disponibilità della Regione Veneto a collaborare in spirito di squadra per qualsiasi necessità». Da parte sua, Borrelli ha sottolineato l’«efficienza con cui la sanità veneta si è sinora mossa». Zaia e Borrelli si sono anche confrontati sulla prospettiva di organizzare un ponte aereo per riportare in Italia i cittadini, tra i quali molti sono veneti, che si trovano in Cina e che vogliono rientrare e per i cinesi che vogliono tornare nel loro Paese. Zaia ha inoltre informato che è stata attivata una task force regionale e strutture in ogni Ullss con gruppi di risposta rapida.«Il presidio c’è ed è ben collaudato», assicura il governatore, «e siamo pronti ad affrontare la situazione». Zaia lancia anche un appello ai cittadini «a non farsi prendere dal panico e di rivolgersi alla rete sanitaria, che è tutta attiva, dai medici di medicina generale, ai gruppi di risposta rapida nelle Ullss, dalla rete di emergenza urgenza ai pronto soccorso degli ospedali ai quali ci si può rivolgere con assoluta fiducia e, se del caso, ricevere le analisi e le cure più appropriate».Da parte sua, l’assessore Lanzarin assicura che «è attiva una rete nella quale girano tutte le informazioni necessarie prima di tutto ai sanitari e agli esperti della prevenzione. L’informazione», precisa, «è e deve essere corretta, perché anche così si possono arginare le pur comprensibili paure delle persone». A tale proposito, l’assessore preannuncia una circolare congiunta dei ministeri della Salute e dell’Istruzione «dedicata a evitare timori nelle scuole». «Si può comprendere l’apprensione dei genitori», commenta Zaia, «ma non ci deve essere fobia per gli studenti o persone asintomatiche, che possono frequentare la scuola o andare al lavoro».«Le Ullss hanno risposto con prontezza», assicura Mantoan. «Con le informazioni ora in nostro possesso possiamo dire che siamo di fronte a un virus molto infettivo, ma a bassa mortalità, relativamente all’immenso numero di cittadini cinesi coinvolti. Sulla possibilità di approntare in fretta un vaccino», osserva, «non sono così ottimista, perché l’esperienza insegna che potrebbero occorrere dei mesi, non qualche giorno».Le persone che vogliono avere informazioni possono chiamare, al numero telefonico 1500, il reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Padova che effettua un primo triage telefonico. Ma non va dimenticato che si può contattare il proprio medico di medicina generale che attiverà l’intervento ospedaliero, o il 118 direttamente.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 10

Data: 2/02/2020

Note: E.S.