La palazzina Dat La Colombara, tra Ponte Florio e Montorio: nel 1944 diventò centro di raccolta di ebrei

PATRIMONIO. Appello del senatore del Pd dopo che il Demanio mette all’asta immobili pubblici
Interrogazione di D’Arienzo al ministro Tria per evitare la vendita del «casolare» di Montorio che fu centro di raccolta di ebrei nel secondo conflitto
ENRICO GIARDINI

È un luogo della memoria della Shoah e va salvato. Quindi, appello al ministro dell’Economia e Finanze Giovanni Tria affinché lo Stato non venda la Colombara. Cioè il casolare semidiroccato nella campagna tra Ponte Florio e Montorio, che nel 1944 fu un centro di raccolta di ebrei fatti prigionieri, prima di essere destinati ai lager nazisti. Finisce in Parlamento – con l’interrogazione del senatore veronese del Pd Vincenzo D’Arienzo – il caso della palazzina Dat-Difesa antiaerea territoriale vicino a corte Colombare, (utilizzata da ufficiali, fu poi trasformata in campo di concentramento) che l’Agenzia del Demanio ha messo in vendita all’asta, per fare cassa. Questo all’interno di un piano di dismissioni di immobili, una novantina nei primi tre bandi di vendita annunciati, non utilizzati per finalità istituzionali.Il piano comprende otto tra edifici storici e terreni di Verona città e provincia, tra cui l’edificio di Montorio. In città anche la Quarta Torre Massimiliana, sulle Torricelle, e l’ex casa canonica di Avesa.Nei giorni scorsi L’Arena si era occupata del caso. Erano intervenuti Roberto Rubele, dell’associazione montorioveronese.it che da tempo si batte, interloquendo con il Demanio e con il Comune, per fare in modo che la Colombara possa essere sistemata, per diventare un luogo visitabile. Per ricordare la sessantina di ebrei, uomini, donne e bambini, fatti prigionieri a Roma, che nel febbraio 1944 trascorsero del tempo in quel campo di concentramento. L’assessore all’urbanistica Ilaria Segala ha detto che il Comune s’impegna a salvare la Colombara, evitando la vendita.Ora interviene D’Arienzo. «Il Governo riveda la decisione di vendere l’ex campo di concentramento di Montorio. E il Comune, avviando da subito ogni procedura prevista, ne chieda il trasferimento e lo assegni all’associazione che ne ha fatto richiesta, per farne un luogo di memoria della Shoah», commenta il senatore, insieme al capogruppo del Pd in Comune, Federico Benini. «Vendere la Colombara è una decisione sbagliata che offende la memoria dei deportati e la storia del nostro Paese», aggiunge D’Arienzo. «Per questo depositerò un’interrogazione al ministro Tria affinché riveda la sua posizione», precisa.Benini aggiunge: «Sin dal prossimo Consiglio comunale chiederò un impegno concreto del sindaco Sboarina».L’assessore comunale al patrimonio Edi Maria Neri, che si era occupata della vicenda, ribadisce «che l’Amministrazione comunale ha fatto di tutto, recependo le richieste dell’associazione montorioveronese.it e della Comunità ebraica di farsi assegnare la Colombara per poi darla in gestione a loro, ma il Demanio l’ha messa in vendita. Ora vedremo come andrà l’asta. Nel caso vada deserta, ed è possibile diversamente dalla Quarta Torre Massimiliana, possiamo sperare che venga data al Comune© RIPRODUZIONE RISERVATA».

Tratto da: L'Arena -

Data: 28/07/2019