Nell'area ex Bam sono iniziati gli scavi della Soprintendenza

IL CASO. A sciogliere i dubbi l’associazione Asma. «Siamo in attesa di un incontro con il Comune»
Le scavatrici all’opera in via Mameli dove i cittadini avevano detto no alla costruzione dei nuovi palazzi «Per trovare eventuali tracce di una strada romana»
Ruspe all’ex Bam, «ma cercano reperti archeologici». A sciogliere i dubbi è il comitato Asma (Associazione Salute Maria Ausiliatrice) all’indomani della vista di macchine scavatrici in azione all’interno dell’area al di là di via Mameli. «Ad oggi, la società proprietaria del fondo ha ottenuto solamente l’autorizzazione a procedere con le opere di urbanizzazione, e non a costruire», ricorda in una nota. «Gli scavi sono stati condotti dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio al fine di rilevare eventuali reperti e tracce di una strada romana ma non sappiamo al momento l’esito di tale indagine, che era stata da noi richiesta».Lo scorso 19 giugno, il sodalizio di cittadini aveva ribadito il deciso «no» alla costruzione di nuovi palazzi previsti in quest’area di Ponte Crencano. Un intervento edilizio più volte definito «altamente impattante» e a cui si aggiunge un nuovo supermercato. Nell’assemblea pubblica, che si è tenuta nella sala parrocchiale, è stato esposto il contenuto del parere legale commissionato dallo stesso comitato e consegnato il 5 giugno all’assessore all’Urbanistica, Ilaria Segala. «Abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio comunale per esporlo ai capigruppo e siamo in attesa di convocazione». I costi dello studio legale, che ha redatto il parere, sono stati coperti con autotassazione da parte dello stesso comitato.«Lo scorso 4 luglio abbiamo partecipato a una riunione dove si è parlato del Piano urbano di mobilità sostenibile. Questo piano è importante perché si rifletterà anche su un tema “caldo”: il filobus, che impatterà pesantemente sul tratto di via Mameli che va da piazzale Stefani a via Ca’ di Cozzi. Il progetto interesserà più zone e con gli altri comitati cittadini organizzeremo alcuni incontri specifici, per i nostri quartieri abbiamo già chiesto un incontro con l’assessore competente. Siamo in attesa di riscontro». Fin dalla sua nascita, il comitato Asma ha sempre sostenuto che l’area ex Bam doveva essere considerata «zona di verde pubblico». «Oggi, abbiamo un parere legale che ribadisce quanto da noi sostenuto. Con il permesso di costruire, rilasciato nel maggio 2008, l’amministrazione ha acconsentito in sanatoria la demolizione e la ricostruzione dei fabbricati, che secondo la normativa dell’epoca sarebbe dovuta avvenire mantenendo l’identità di volumi e di sagoma. Gli edifici sono stati demoliti ma non ricostruiti. Pertanto, quanto è stato in seguito approvato doveva essere trattato come “nuova costruzione” e non una “ristrutturazione” di un fabbricato esistente».«Inoltre, dagli atti autorizzativi comunali risulta che al Pua di via Mameli non fosse applicabile il piano degli interventi ma la disciplina in vigore precedentemente e, quindi, il previgente Prg che classificava l’area ex Bam come zona 19, cioè a “verde pubblico o sportivo”, e in parte zona 30 a parcheggi».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 10/07/2019

Note: Marco Cerpelloni