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IL FRONTE DELLA LUDOPATIA. .L’amministrazione comunale risponde alle sollecitazioni che arrivano dai cittadini.

Dalla prossima settimana incontri con i sindaci del territorio dell’Ulss 20 perché tutti adottino la stessa ordinanza. Orario ridotto per le sale slot. Così il Comune risponde alle proteste contro la prevista apertura di una sala giochi in via Todeschini. Nel quartiere di Borgo Trento l’apertura del locale ha provocato la sollevazione dei residenti, con tanto di petizione sul web promossa da un’associazione politica. E all’amministrazione comunale si rimprovera il «silenzio» sulla piaga dilagante del gioco d’azzardo. La risposta di Palazzo Barbieri è arrivata ieri, dopo la riunione di Giunta a Parona e seguita da un pranzo a base di «renga» cui hanno partecipato anche consiglieri di maggioranza ai quali si sono aggregati Luigi Castelletti del Gruppo misto e Marisa Brunelli dell’Udc. Il Comune, ha fatto sapere lo stesso sindaco Flavio Tosi, ha definito il provvedimento che intende limitare a otto ore al giorno l’orario di apertura di tutte le sale slot e videolottery. A partire dalla prossima settimana sarà attivato un tavolo di confronto con tutti i sindaci dei Comuni che fanno parte dell’Ulss 20. «Lo scopo», spiega, «è condividere in maniera unitaria questo provvedimento e far sì che su tutto il territorio sia adottata la stessa ordinanza. Non avrebbe senso, infatti», aggiunge, «limitare gli orari nel nostro territorio per poi non trovare alcuna limitazione nei Comuni vicini. Dobbiamo fare come si è già fatto nel territorio dell’Ulss 22, dove tutte le amministrazioni comunali hanno adottato la stessa ordinanza». La decisione, sottolinea il sindaco, «ha una rilevanza sociale poiché sono in molti a rovinarsi con questo tipo di giochi, giovani e anche persone di una certa età, e quindi è giusto porre un freno a un fenomeno che sta diventando devastante per le famiglie». All’annuncio del provvedimento l’Astro, l’associazione aderente a Confindustria che riunisce i gestori delle sale gioco, risponde proponendo di investire il denaro delle tasse sul settore dei giochi nel territorio e su progetti sociali, culturali e sanitari. «Le "good causes" sono la nostra bandiera da anni, ed è ciò che diversifica il gioco lecito italiano da quello in altre parti del mondo», spiega Massimiliano Pucci, presidente di Astro. «In nessun altro Paese i proventi provenienti dalla tassazione finiscono interamente nelle casse dell’erario. Ed è importante capire», evidenzia, «che gli apparecchi come le slot, se correttamente gestite, possono essere una risorsa e non un problema». L’associazione porta come esempio l’Arsenale, del cui restauro, si legge in una nota, «si parla da almeno 30 anni, con progetti di riqualificazione che non hanno mai visto la luce nonostante petizioni e proteste dei cittadini».oE.S.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 11/02/2016

Note: CRONACA - pagina 13