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CONTROLLI E GIOCO. La polizia municipale continua a elevare sanzioni ai locali con videolottery.
Alcuni gestori non rispettano il limite di otto ore imposte dal Comune e lanciano una sfida che potrebbe anche sfociare in un ricorso al Tar.

 

Le slot machine sfidano il Comune. Fioccano le multe comminate dalla Polizia municipale ai locali con slot e videolottery che non rispettano le limitazioni di orario all’attività (anche per le macchinette in bar, tabaccherie e altri locali) cioè massimo otto ore al giorno. A meno di tre settimane dal varo dell’ordinanza del sindaco Flavio Tosi le sanzioni hanno già superato la decina e continuano ad aumentare.Va ricordato che la prima violazione dell’ordinanza prevede una sanzione di 300 euro, la seconda di 450 euro più sette giorni di sospensione dell’attività. Dalla terza in poi 450 euro di multa più 30 giorni di sospensione. Come hanno spiegato il sindaco e anche l’assessore alle attività economiche Marco Ambrosini, nei casi di violazione dell’ordinanza da parte di sale slot e videolottery queste verranno chiuse completamente mentre, se gli orari non verranno rispettati da bar, tabaccherie o altri esercizi commerciali, saranno interdetti all’uso solo gli apparecchi da gioco. L’ordinanza prevede per le sale giochi autorizzate l’apertura dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, per un totale di otto ore. E non è escluso, però, che chi ha subìto multe possa ricorrere al Tar, contestando l’ordinanza.Intanto, sulla scia delle polemiche per l’apertura di una sala slot in Borgo Trento, in via Todeschini, il movimento Difesa Sociale, guidato da Nello Alessio, con quello Verona Sociale del vicecapogruppo della Lista Tosi in Comune, Vittorio Di Dio, (area di destra), ha presentato una petizione popolare con sottoscrizione di firme, rivolta al sindaco e al Consiglio comunale, per prevenire il fenomeno della ludopatia. Come hanno spiegato gli esponenti, insieme a Sergio Adami ex consigliere di An della Terza circoscrizione, collaboratore di Di Dio, e l’avvocato Roberto Chioatto, «a tutela di categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da gioco d’azzardo patologico», si propone di «vietare l’apertura di sale pubbliche, da gioco, e la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza inferiore a cinquecento metri da istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, centri giovanili e impianti sportivi, ma anche luoghi di culto, parchi pubblici, caserme e aree a servizi sportivi, cliniche, luoghi di particolare valore civico, edifici pubblici e musei». Come spiegano Difesa Sociale e Verona Sociale, «è un deterrente per le nuove aperture, perché noi non intendiamo andare contro le attività già aperte e avviate. Ma il fenomeno della ludopatia è così in crescita, anche fra chi che prende sussidi pubblici e poi li spende giocando, che non possiamo non fare qualcosa».Verona Sociale e Difesa Sociale inoltre, stanno raccogliendo firme anche per una proposta di modifica dell’articolo 5 del Codice penale affinché «venga cancellato l’eccesso colposo di legittima difesa nel caso di condannati per aver reagito con armi, anche ferendo a morte, a chi ha tentato furti o rapine nelle loro proprietà».oE.G.
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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 4/03/2016

Note: CRONACA - pagina 17