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INFRASTRUTTURE. L’Azienda ospedaliera rinuncia a Forte Procolo.
Il dg Caffi: «Il progetto non può essere realizzato».

 

Campus medico, addio. Sfuma il sogno a lungo covato da Azienda ospedaliera e Università scaligera di trasformare due compendi militari (Forte Procolo e la caserma Riva di Villasanta) in un campus da riservare agli studenti di Medicina e all’Università e nel quale ricavare preziosissimi posti auto, raggiungibile con una passerella sull’Adige. A far saltare il progetto, un tassello del mosaico. 
La notizia, in verità, risale al giugno dello scorso anno (come da nota protocollata inviata alla Regione), ma soltanto oggi il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata, Sandro Caffi, conferma la ritirata nell’operazione caserme. 
«L’Agenzia del demanio», spiega il medico manager, «ha comunicato che una cospicua parte del perimetro della caserma Riva di Villasanta, e precisamente quella a sud comprendente manufatti di pregio quali un edificio a corte del 1600 e una caserma austriaca, è oggetto di progettazione da! parte del Demanio stesso per essere destinata a uffici di competenza statale e pertanto non più utilizzabile per le finalità che ci eravamo prefissati. Per questo, alla luce dell’impossibilità di attuare quanto programmato e inserito nel nuovo Piano regionale sociosanitario, ossia il campus universitario, mediante l’intero utilizzo della caserma Riva di Villasanta e dell’area di Forte Procolo quale spazio ricreativo e didattico per studenti universitari, abbiamo rinunciato anche all’acquisto dell’area di Forte Procolo». Per quell’area l’Azienda paga al Demanio un canone annuo (16.780,50 euro), in base a un contratto valido sino al 31 gennaio 2016. «Ho comunicato che smetteremo di pagare, per cui Forte Procolo il 31 luglio tornerà nella disponibilità del Demanio», chiosa Caffi.
Quanto all’area della caserma Riva di Villasanta che l’Azienda ospedaliera attualmente utilizza per consentire ai dipendenti di parcheggiare l’auto (versando al Demanio un canone di 102.! 000 euro l’anno), il direttore Caffi aspetta informazioni prec! ise da Roma. «Potrebbero concedercela in uso gratuito», puntualizza Caffi, «aspettiamo di conoscere la decisione finale».
Con il campus, quindi, svaniscono i 500 posti auto previsti fra viale Colombo e Forte Procolo, riportando d’attualità il peccato originale del Polo Confortini: bello, moderno, funzionale, ma sprovvisto di infrastrutture. «Ne siamo consapevoli», abbozza il dottor Caffi, «la mancanza di parcheggi è un problema rilevante sul quale stiamo ragionando con il Comune. Ma nel breve non è possibile fare nulla. A giorni aprirà il cantiere dell’ospedale della donna e del bambino. Anche individuando l’area, è impensabile aprirne un altro per realizzare un parcheggio, magari sottorraneo».
Non ci resta che continuare a fare il giro dell’oca e a ingolfare i quartieri Borgo Trento e Catena cercando un posto per parcheggiare. P.COL. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 10/06/2014

Note: CRONACA – Pagina 19