Il professor Luigi Grezzana

CORSO DI GERIATRIA. In Gran Guardia riuniti ottocento specialisti arrivati da tutta Italia
Grezzana: «Sono possibili terapie impensabili fino a un decennio fa».
L’occhio clinico dei medici deve considerare l’anziano nella sua totalità per garantirne una salute psico-fisica, e di conseguenza una longevità, ottimale.Sette tasselli diversi a formare un unico mosaico, il tutto focalizzato sulle nuove frontiere di cura e di prevenzione nella terza età: si è da poco concluso in Gran Guardia, con grande partecipazione di specialisti e operatori sanitari provenienti da tutta Italia (circa ottocento persone), il corso superiore di Geriatria dell’azienda ospedaliera, organizzato e diretto da 29 anni dal professor Luigi Grezzana, che per molti anni è stato primario della Geriatria di Borgo Trento, e oggi è direttore della Scuola Medica Ospedaliera, oltre che dell’Università dell’educazione permanente.«Da settant’anni è obbligatorio l’aggiornamento professionale continuo dei medici. Questo corso, che prima si teneva in ospedale e ora per praticità e necessità di spazio viene ospitato nell’auditorium della Gran Guardia, vanta il sostegno di tante realtà economiche e imprenditoriali di Verona, fra cui il giornale L’Arena, e nemmeno di una casa farmaceutica, per cui siamo assolutamente liberi da condizionamenti», sottolinea Grezzana.Questa edizione è iniziata con il motto «Osare con prudenza». Ci si riferiva, spiega il geriatra, a quelle terapie su pazienti anziani che fino a un decennio fa, o poco più, erano ancora considerate improponibili, mentre oggi sono diventate la norma, grazie all’affinarsi delle tecniche mediche. «Pensiamo semplicemente», continua il medico geriatra, «ai trapianti di organi. Un tempo i pazienti al di sopra dei 40 anni non potevano essere trapiantati di reni, mentre ora si opera anche a 70. Niki Lauda, la leggenda della Formula Uno mancato nei giorni scorsi, ricevette polmoni nuovi all’età di 69 anni».L’evoluzione della medicina si misura anche nelle percentuali di sopravvivenza ai tumori, sempre in crescita: «Al giorno d’oggi, il 90 per cento dei casi di tumore al seno vengono sconfitti; così pure i tumori al colon. Questi traguardi sono incoraggianti e importantissimi», commenta Grezzana.Nel terzo incontro si è discusso dei progressi della chirurgia maxillofacciale, sia in campo oncologico sia traumatico, con il professor Pier Francesco Nocini, rettore eletto dell’Università scaligera, e il suo staff; mentre la successiva conferenza ha riguardato i disturbi sessuali maschili. «Ancora circondati da un certo tabù, è giusto invece parlarne, poiché spesso essi sono la spia di malattie sistemiche e problemi a carico di altri apparati, come quello cardio-circolatorio», chiarisce il professore.E con la bella stagione ormai alle porte, un argomento che è stato trattato con particolare attenzione è stato quello di «Viaggi e salute». «Al giorno d’oggi è un attimo salire su un aereo per trascorrere le vacanze in luoghi lontani. Ma non ci si deve dimenticare che le malattie cosiddette esotiche sono tutt’altro che debellate: il colera, la malaria, e altre patologie. E talvolta, purtroppo, basta la puntura di una zanzara infetta per ammalarsi. Quindi bene esplorare nuove mete, ma sempre informati e prudenti».Il sesto incontro è stato incentrato sulla correlazione, ormai certa, tra psicopatologie e cardiopatie. Spiega Grezzana: «Quando, un tempo, la povera gente parlava di “crepacuore” non aveva tutti i torti. Il male della mente, la depressione, oppure il terrore, possono minare in modo letale l’apparato cardiocircolatorio. Ciò è stato osservato anche dopo la tragedia delle Torri Gemelle: molti familiari di chi era morto nei crolli causati dagli attentati svilupparono malattie cardiovascolari; si registrò una vera impennata di casi. La tristezza per la perdita dei cari aveva lacerato il loro cuore».L’ultima edizione del corso superiore di Geriatria ha celebrato Leonardo da Vinci a cinquecento anni dalla sua morte (1519-2019). «Il genio che studiò svariate discipline umanistiche e scientifiche, tra cui l’anatomia, e che ci ha mostrato le vette cui può arrivare la mente umana, deve essere il nostro faro nel considerare la creatività come elemento essenziale in ogni campo della nostra vita. Sono convinto», conclude Grezzana, «che il segreto della maggiore longevità del popolo italiano rispetto alla media mondiale stia racchiuso proprio in questa dote tipica del nostro popolo».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 27/05/2019

Note: Lorenza Costantino