L'ex palazzina militare La Colombara, nella campagna tra Ponte Florio e Montorio. Agli inizi di febbraio 1944 fu centro di prigionia di ebrei

ALIENAZIONI. Dietrofront dell’Agenzia sulla vendita della vecchia struttura diroccata utilizzata nel 1944. Rimane escluso dall’operazione anche il forte Ceraino di Dolcè
Il Demanio ritira dall’asta il casolare di Montorio conosciuto come la corte «Colombara» e la Quarta Torre Massimiliana delle Torricelle
ENRICO GIARDINI

Dietrofront. L’Agenzia del Demanio non mette più in vendita all’asta La Colombara – il casolare semidiroccato tra Montorio e Ponte Florio che nel febbraio 1944 fu un centro di raccolta di ebrei prima che venissero inviati ai lager nazisti – e la Quarta Torre Massimiliana, sulle Torricelle. E neanche il forte Ceraino, in val d’Adige, in Comune di Dolcè. Erano, questi, tre degli otto immobili statali non utilizzati per finalità istituzionali che il ministero dell’Economia e Finanze intendeva alienare, per fare cassa. Sono 420, in tutta Italia, indicati nel Decreto del ministero del 28 giugno 2019, per un valore stimato di 1,2 miliardi.Diversamente però da quanto pubblicato sul proprio sito nelle scorse settimane e in note inviate – L’Arena ne ha riferito in più occasioni – nell’Avviso d’asta di unità immobiliari a uso residenziale e non residenziale dell’8 agosto scorso il Demanio ha tolto appunto quei tre beni. I quali non rientreranno, dunque, tra i 41 della prima tranche che andranno all’asta il 24 settembre prossimo a Venezia, nella sede dell’Agenzia regionale del Demanio. Su questi immobili i Comuni sui quali i beni sono presenti non hanno esercitato il diritto di opzione all’acquisto. Ma perché, nell’imminente asta, non ci sono più La Colombara e la Torre Massimiliana? Ovviamente l’Agenzia del Demanio non può fornire spiegazioni. Il dato certo, e pubblico, è che i tre beni non compaiono più tra quelli in vendita. Va ricordato però che, in particolare per La Colombara – in cui furono portati almeno una sessantina di ebrei, italiani, fatti prigionieri a Roma e poi andati nel lager di Auschwitz, in Polonia – erano partiti numerosi appelli per non venderla, in quanto luogo della memoria della Shoah.Si erano espressi, scongiurando la vendita, rappresentanti dell’associazione montorioveronese.it, che da anni si batte per vedersi assegnata La Colombara – l’ex palazzina militare Dat (Difesa antiaerea territoriale) – per sistemarla e renderla visitabile. Lo stesso Comune, con gli assessori all’urbanistica Ilaria Segala e al Patrimonio Edi Maria Neri si sono attivati per evitare l’alienazione e farsi assegnare il casolare. Il caso è arrivato anche in Parlamento, contro la vendita e per la valorizzazione della Colombara, con l’interrogazione al ministro dell’Economia e Finanze Tria del senatore veronese del Pd Vincenzo D’Arienzo, sottoscritta anche dalla senatrice a vita Liliana Segre, ebrea milanese superstite dell’Olocausto, e con quella della senatrice del Gruppo misto Loredana De Petris. Forte mobilitazione.E ora che cosa succederà, per il casolare di Montorio? «Dovremo rivolgerci alla Sovrintendenza per capire come si potrà valorizzare La Colombara, ora bene non vincolato, dal punto di vista storico-documentale», dice la Segala. «Per la Quarta Torre Massimiliana, invece, sono contenta perché rientra nel percorso di valorizzazione dei forti che comprende già la Prima Torricella, Castel San Felice e Forte Procolo».Soddisfatta l’assessore al patrimonio, Edi Maria Neri: «Ci fa piacere e adesso chiederemo al Demanio, nell’ambito dell’accordo di reciprocità con il Comune del 2012, di trasferirci a titolo gratuito sia la palazzina di Montorio, bene non vincolato, che potremo poi dare in concessione all’associazione montorioveronese.it, sia la Quarta Torre Massimiliana».In città il Demanio mette all’asta anche l’ex casa canonica di Avesa. In provincia anche un terreno all’ex fossa Turella, a Nogara, il compendio Caserma Marina, a Peschiera del Garda, e l’ex cantiere Draga, pure a Peschiera, e un appartamento a Dossobuono (Villafranca) in via Valle. Si è aggiunto ora anche un appartamento a Cologna Veneta, in via Risorgimento 32. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena -

Data: 13/08/2019