LA CITTÀ CHE CAMBIA. Collocate 27 piante al posto delle 21 malate sradicate settimane fa. Il lungadige torna alberato, anche se i fusti sono giovani e piccoli Venturi: «Risposta a chi dubitava». Tosi: «Ora zona da valorizzare»
Sono stati piantati in lungadige San Giorgio i nuovi lecci, in sostituzione di quelli che erano stati rimossi nelle scorse settimane e che avevano scatenato polemiche tra i cittadini. In questi giorni, fino a mercoledì, ne verranno piantati 27, dell’età di 12-15 anni e con una circonferenza di fusto di 25-30 centimetri.Al sopralluogo hanno partecipato il presidente di Agsm Fabio Venturi, che si è occupato dei lavori di risistemazione del lungadige, il sindaco Flavio Tosi, il presidente di Amia Andrea Miglioranzi, che ha curato la rimozione e la piantumazione dei lecci, e Luigi Pisa, assessore ai Giardini. Una task force arrivata a rivendicare l’intervento, dopo settimane di accuse sul fatto che l’abbattimento dei lecci non fosse davvero necessario. «Dopo aver rimosso le 21 piante malate, pericolose per la sicurezza sia dei passanti che degli automobilisti, abbiamo iniziato la fase della sostituzione con 27 nuove piante, per un saldo positivo di sei», dice Venturi. «Si andranno infatti a riempire anche gli spazi che erano stati lasciati vuoti da sei alberi, sradicati o abbattuti nel corso degli anni e mai rimpiazzati». Il programma di sostituzione, redatto da Amia, rientra nel progetto di rifacimento completo del lungadige San Giorgio ed è stato approvato dalla commissione paesaggistica di Palazzo Barbieri, dopo aver ottenuto il via libera dal Corpo forestale e dalla Sovrintendenza.Venturi si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Questo intervento è la risposta a tutto ciò che è stato detto nelle ultime settimane sul fatto che gli alberi non sarebbero stati ripiantati», prosegue il presidente di Agsm. «Non appena saranno conclusi i lavori sul lungadige (il 6 aprile, ndr), torneranno gli stalli di sosta, forse qualcuno in meno perché le piante sono aumentate e perché abbiamo deciso di lasciare più spazio all’attraversamento dei pedoni in arrivo da Ponte Pietra».Tramontano dunque i sogni di chi sperava di non veder più auto parcheggiate sul lungadige, magari con una pista ciclabile fra il ponte e la Torretta di San Giorgio. E si dovrà attendere anni, prima che le nuove piante restituiscano allo sguardo dei passanti l’effetto scenico del viale alberato a cui si era abituati. Ma una riqualificazione di questa zona, secondo Miglioranzi, era necessaria. «Questo è il tratto più bello di tutta Verona e aveva bisogno di essere risistemato». Gli fa eco il sindaco Tosi: «Lungadige San Giorgio è il più suggestivo dal punto di vista panoramico e il più fruibile sia per i cittadini, sia per i turisti. Ultimamente era un po’ mal ridotto, così abbiamo deciso di sistemarlo per farlo diventare una passeggiata di stampo europeo, dove si può venire a camminare e correre».«A breve, forse già prima di Pasqua, verrà aperta la funicolare di Castel San Pietro», conclude Tosi «L’obiettivo è arricchire l’offerta turistica, in modo da portare i visitatori e l’indotto che portano non solo in piazza Erbe ma anche in altre aree cittadine».M.TR.

NULL

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 15

Data: 26/03/2017

Note: M.TR. Foto Marchiori