LAVORI. Diverse segnalazioni relative alla sicurezza. E qualcuno ne approfitta per lasciare l’auto nella « zona franca»
Il cantiere copre in parte la visuale agli automobilisti in transito Cordioli: «Cercheremo un modo per risolvere in fretta il problema»Traffico regolare intorno all’ansa dell’Adige. Dopo le giornate più critiche su lungadige Matteotti lo scorrimento delle auto torna alla normalità. Ma a Porta Trento, sede del cantiere di Acque Veronesi aperto per riparare la perdita in un conduttura che nei giorni scorsi aveva causato l’allagamento della sede stradale, il rischio ora riguarda soprattutto i pedoni. La recinzione che delimita l’area di intervento, infatti, chiude gran parte della visuale agli automobilisti provenienti da Borgo Trento proprio all’altezza della Porta, dove si trova il passaggio pedonale. Una situazione segnalata anche da diversi lettori de L’Arena.«Molte le frenate “all’ultimo”, non ci vedono, non è detto che vada sempre bene», è il tono generale. Una situazione effettiva, anche in una uggiosa, elettorale e poco trafficata mattinata domenicale.Dalla parte opposta, la provenienza da lungadige Teodorico, le automobili vengono deviate verso Breccia San Giorgio: il segnale che dirotta il traffico risulta visibile però solo sulla recinzione del cantiere, in parte coperto dalle auto che hanno trovato una comoda «zona franca» di parcheggio. «Oggi stesso verificheremo la situazione per risolvere nel modo migliore il problema e garantire la sicurezza», spiega Niko Cordioli, presidente di Acque Veronesi.L’area di San Giorgio, dopo la rottura della tubatura fognaria, ha rappresentato una delle criticità viabilistiche anche nei giorni della nevicata a Verona. La decisione di riaprire una carreggiata in direzione di Ponte Pietra e deviare il traffico proveniente da Ponte Pietra verso Breccia San Giorgio con svolta a sinistra su via Ippolito Nievo, ha alleviato il disagio. Ma con rallentamenti, inevitabili: visibili anche nella giornata festiva e ben più pesanti con i flusso consueto di veicoli. È il «collo di bottiglia» della viabilità veronese.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 5/03/2018

Note: Paolo Mozzo