L’INTERVENTO. Il referente della parrocchia illustra l’opera eseguita
Gli ultimi interventi erano stati fatti dagli austriaci Bortolazzi: «Era lesionata e intaccata dall’umidità Per un periodo il colore sarà acceso, poi più brunito»

San Giorgio in Braida, ritorna a splendere la cupola del Sanmicheli. Quando l’intervento sarà ultimato, ci vorrà poco più di un mese, la cupola non apparirà come ora di una tonalità verde, ma sarà più luccicante: infatti, era così verde solo perché il rame si è ossidato con il tempo.Ma, la vecchia copertura forse non andrà del tutto buttata e potrebbe essere in parte recuperata per «commercializzarla» in piccoli gadget a sostegno dei restauri della chiesa che Goethe definì una galleria d’arte per le opere custodite all’interno. Non sono mancate neppure alcune sorprese come il ritrovamento tra le mura di un paio di scarpe della prima metà del Novecento e una scatola di fiammiferi risalente all’ultimo periodo bellico.I LAVORI. Gli interventi nella chiesa sono iniziati nel luglio dello scorso anno e quello sulla cupola è in verità il secondo stralcio e riguarda le parti lapidee e strutturali dell’edificio. Un lavoro reso necessario «per la presenza di infiltrazioni», spiega Roberto Bortolazzi che si occupa degli affari economici della parrocchia. Sul colore la Sovrintendenza ha prescritto che «non sia modificato» e questo è possibile solo invecchiando precocemente il rame impiegato per la nuova copertura. «Ma, significava invecchiare anzitempo lo stesso materiale», spiega Bortolazzi. «Così, ha prevalso il buon senso con la scelta di procedere con una copertura meno brunita, cioè meno invecchiata. Anche se, per un periodo, si vedrà un colore più acceso».IL PROGETTO. L’intervento, come detto, rientra in un progetto di restauro globale della chiesa e dei suoi annessi affidato allo studio di progettazione Massimo Casali, Giancarlo Manni, Massimo Dal Forno e Paola Ravanello. Il progetto prevede alcuni stralci operativi.Il primo ha riguardato il chiostro e si è concluso recentemente. Il secondo interessa la parte est-nord-ovest e riguarda gli annessi dell’abside sino alla cupola e gode di finanziamenti della Fondazione Cariverona e della Società Autostrada, come nel caso del chiostro, a cui si aggiungono Fondi Europei gestiti dalla Regione Veneto. Il progetto per la cupola del Sanmicheli, eretta nel 1540, prevedeva da subito la sostituzione delle lastre deteriorate. In seguito alla costruzione del ponteggio è stato possibile constatare la reale situazione della copertura che «è apparsa più deteriorata di quanto fosse stato supposto», chiarisce l’architetto Casali. «Da qui, il progetto di variante per intervenire su tutta la cupola».LE CURIOSITÀ. «Assieme alla Sovrintendenza», continua, «si è discusso un intervento che non esclude né l’uso del rame naturale né la ricerca di patine e trattamenti per riproporre il verde del materiale ossidato dal tempo. Di fatto, con il ritrovamento all’interno della lanterna di alcune incisioni che rimandano la creazione del rivestimento al 1847 è venuta meno l’originalità della stessa copertura».E prosegue: «Quindi, si è provveduto ad una campionatura di trattamenti su rame naturale e si è condiviso con la Commissione d’arte sacra di procedere con una leggera brunitura. Sarà sì un cambio di colore, ma tendente al marrone verdastro con un rame invecchiato di tre quattro mesi». Sui costi, aggiunge: «La variante che ha comportato la sostituzione totale del materiale di copertura non pone alcun maggior esborso rispetto a quanto precedentemente fissato. Questo, grazie al recupero dei ribassi d’asta che permettono di mantenere il quadro economico».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 30/03/2018

Note: Marco Cerpelloni