La statua di San Zeno

PATRONO. Si torna in chiesa ma le nuove regole impongono restrizioni

Giovedì la celebrazione in onore del Santo cittadino Vi potranno partecipare non più di 90 persone
Da lunedì si può tornare a messa, però contingentati. Perciò il Pontificale in onore di san Zeno si svolgerà regolarmente giovedì 21 maggio, giorno della sua festa liturgica, ma a porte chiuse e con un numero ristretto di partecipanti, probabilmente meno di 90 persone fra autorità civili e religiose che sono state invitate a rappresentare tutto il territorio. «Un numero che risponde alle caratteristiche di questo tempo particolare di Coronavirus», spiega il vicario generale della Diocesi, monsignor Roberto Campostrini. Anche se le chiese riaprono alle celebrazioni con il popolo, l’indicazione è quella di rispettare le norme sul distanziamento sociale, dunque, in questo caso, evitare i grandi assembramenti di persone tipici delle funzioni solenni.La liturgia verrà celebrata nella chiesa superiore della basilica zenoniana, alle 18. Telepace la trasmetterà in diretta. A presiederla sarà il vescovo Giuseppe Zenti, concelebranti monsignor Campostrini e l’abate di San Zeno, monsignor Giovanni Ballarini, che il 20 marzo scorso aveva affidato la città di Verona alla protezione del «vescovo moro». La celebrazione si aprirà con il tradizionale rito dell’offerta dell’olio per la lampada votiva che arde tutto l’anno davanti alle reliquie del vescovo moro, nella cripta della basilica. Quest’anno l’offerta tocca al Comune capoluogo, perciò saranno presenti il sindaco Federico Sboarina e, sull’altare, i quattro vicari foranei della città: don Maurizio Viviani, parroco di San Fermo, per il vicariato urbano di Verona centro (23 parrocchie); don Davide Adami, parroco di Beato Carlo Steeb, per il vicariato di Verona nord-est (21 parrocchie suddivise in tre unità pastorali: Borgo Venezia, San Michele e Bassa Valpantena); don Luca Mainente, parroco di San Massimo, per il vicariato di Verona nord-ovest (17 parrocchie in tre unità pastorali: San Massimo, Sinistra Adige e Destra Adige); don Andrea Ronconi, parroco di Gesù Divino Lavoratore e San Matteo, per il vicariato foraneo di Verona sud (17 parrocchie in quattro unità pastorali: Borgo Roma, Cadidavid, Santa Lucia e Golosine). «A seconda del numero esatto di persone che potrà accedere alla basilica, vederemo se sarà possibile invitare due o tre rappresentanti delle consulte o dei consigli di unità pastorale», aggiunge Campostrini. Il protocollo per la ripresa delle celebrazioni prevede l’individuazione della capienza dell’edificio tenendo conto della distanza di sicurezza tra le persone, che deve essere pari ad almeno un metro frontale e laterale. All’interno è obbligatorio indossare la mascherina, omettere lo scambio della pace e distribuire la Comunione tramite l’utilizzo dei guanti monouso senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Note: L.Per.