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VERONESI ILLUSTRI. L´attore Kabir Bedi atteso oggi in corso Portoni Borsari per lo scoprimento di un bassorilievo.

L´opera in bronzo verrà affissa su quella che si ritiene la casa natale dello scrittore, al civico 7.

I tigrotti di Mompracem in corso Porta Borsari. Si raduneranno oggi alle 18, sotto la bandiera con l´effige della tigre della Malesia dove il 21 agosto 1862 nacque il loro padre, Emilio Salgari. L´evento è al civico 7 per lo scoprimento dell´omaggio allo scrittore di romanzi d´avventura: un bassorilievo bronzeo dello scultore Nicola Beber. Per l´occasione è stato invitato anche l´attore Kabir Bedi, che ha interpretato Sandokan nello sceneggiato televisivo diretto da Sergio Sollima ed andato in onda nel gennaio del 1976 sulla Rai in 6 episodi. Dopo il successo di pubblico, Sandokan approdò anche sul grande schermo: prima con un film in due parti e successivamente con il seguito «La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa». Salgari sebbene debba la sua notorietà soprattutto alla figura di Sandokan ha scritto anche romanzi storici e diverse storie fantastiche ed è noto per essere considerato uno dei p! recursori del genere fantascientifico e membro del filone del romanzo scientifico.
Salgari pubblicò il suo romanzo «Le tigri di Mompracem» a puntate su «La nuova Arena» nel 1883. Lo scrittore che porta quattro nomi, Emilio Carlo Giuseppe e Maria, nacque da una famiglia di piccoli commercianti. Suo padre, Luigi Salgari, era veronese ed aveva una bottega di tessuti in corso Porta Borsari, mentre sua madre, Luigia Gradara, era veneziana.
Trascorse la sua infanzia in Valpolicella, a Negrar, e questo è ricordato con un busto di bronzo che lo ritrae, opera dello stesso artista Beber, posto nel settembre del 2010 sulla sinistra del portone d´ingresso del municipio.
L´iniziativa dell´omaggio a Salgari sulla sua casa natale è organizzata dall´associazione «Il Corsaro Nero» e dalla omonima rivista in collaborazione con il Comune, la Provincia, premio Emilio Salgari, consorzio Pro Loco Valpolicella e l´associazione culturale «V! ivi La Valpolicella». Il bassorilievo raffigura il ritratto d! ello scrittore e sullo sfondo sono incisi alcuni riferimenti alla sua infinita creatività: «l´allegoria della scimitarra di Sandokan parallela alla penna», spiega l´artista Beber, «la bandiera dei pirati, il veliero, la rosa dei venti, il cartiglio-epigrafe, la tigre, la vegetazione, un simbolo esoterico che irradia il Capitano dell´avventura».
Beber, che è nato a poche decine di metri dall´abitazione di Salgari, racconta di «averlo più volte immaginato alla finestra ad affidare al vento le sue parole su pagine come fossero vele spiegate». «Sono trascorsi», prosegue l´artista, «150 anni dalla nascita di Salgari e lo scrittore non ha ancora ricevuto il giusto riconoscimento dalla sua città. Intanto, la sua figura è stata onorata con un suo busto a Negrar e con un bassorilievo a Buenos Aires, voluto dal Circolo veronesi nel mondo, e con altre iniziative. Ma, forse, è più coinvolgente ricordarlo ad altezza d´uomo nella ! strada che è essa stessa una raffigurazione del viaggio.

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 7/06/2013

Note: CRONACA – Pagina 14